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Guerra nucleare, l'ex presidente Medvedev (ora consigliere di Putin): «Gli Stati Uniti rischiano una grande esplosione atomica»

Continuano le minacce del Cremlino e la tensione con Usa e Nato resta altissima

Guerra nucleare, l'ex presidente Medvedev (ora consigliere di Putin): «Gli Stati Uniti rischiano una grande esplosione atomica»
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 23 Marzo 2022, 21:27 - Ultimo aggiornamento: 25 Marzo, 15:24

L'ex presidente russo Dmitry Medvedev, adesso tra i più alti consiglieri di Putin, ha avvertito gli Stati Uniti che continuare a «colpire, umiliare o provare a distruggere la Russia, potrebbe portare a una crisi distopica che si concluderebbe con una grande esplosione nucleare», riporta l'agenzia Reuters. La tensione tra gli Usa e il Cremlino cresce ogni giorno, così come le minacce di ricorrere all'atomica. Il timore che la guerra possa subire un'ulteriore escalation, divampando in uno scontro mondiale, è reale. Oggi il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è volato in Europa, ed è pronto a incontrare i vertici della Nato. E nel frattempo da Mosca, avvertono che tentare di ribaltare la leadership di Putin potrebbe avere effetti devastanti. 

 

La minaccia di Medvedev

Secondo Medvedev, Washington starebbe ordendo un complotto a lungo termine per distruggere la Russia. Secondo l'ex presidente gli Stati Uniti hanno cospirato contro Mosca, sin dalla caduta dell'Urss nel 1991. «Le opinioni di Medvedev, una volta considerato uno dei membri meno aggressivi della cerchia di Putin, danno uno spaccato del pensiero all'interno del Cremlino mentre Mosca affronta il più grande confronto con l'Occidente dalla crisi dei missili cubani del 1962», si legge. Mentre gli Stati Uniti hanno ripetuto più volte di non puntare a un crollo della Russia, Putin ha affermato che l'operazione di smilitarizzazione dell'Ucraina si è resa necessaria per evitare che la Casa Bianca potesse usare Kiev come trampolino per arrivare a colpire Mosca.

La distruzione del più grande paese del mondo per area, ha detto Medvedev, potrebbe portare a una leadership instabile a Mosca «con un numero massimo di armi nucleari mirate a obiettivi negli Stati Uniti e in Europa. Il crollo della Russia, porterebbe a cinque o sei stati armati con bombe atomiche in tutta la massa eurasiatica, gestite da fanatici e radicali. Si tratta di una distopia o di una pazza previsione futuristica? No», ha detto Medvedev.

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