Elezioni midterm Usa, cosa è successo? Trump ridimensionato, Biden sorride a metà: il risultato senza "ondata rossa" (che non è piaciuto a Putin)

Con la prevalenza dell'ala moderata dei Repubblicani cala il pericolo che venga meno il sostegno militare all'Ucraina

Elezioni midterm Usa, cosa è successo? Trump ridimensionato, Biden sorride a metà: il midterm senza "ondata rossa" (che non è piaciuto a Putin)
di Fausto Caruso
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 9 Novembre 2022, 13:00 - Ultimo aggiornamento: 17:31

«No Red wave» titola il New York Times. Il conteggio dei voti è ancora in corso, ma a poche ora dalla chiusura dei seggi è già chiaro che nelle elezioni di metà mandato degli Stati Uniti non c’è stata “l’ondata rossa” prospettata da molti esponenti dell’opposizione Repubblicana, tra cui l’ex presidente Donald Trump. Proprio il tycoon è tra coloro che guardano con più interesse il testa a testa per il controllo del Congresso che potrebbe protrarsi per giorni o addirittura settimane. I Repubblicani dovrebbero comunque ottenere la maggioranza della Camera dei Rappresentanti, mentre quella del Senato si gioca sul filo del rasoio, e dunque il presidente Joe Biden si troverà ad affrontare gli ultimi due anni del suo mandato con almeno un ramo del Parlamento ostile, cosa che potrebbe azzoppare la sua agenda. Ma il fatto che la maggioranza avversaria non sarà così larga come si temeva è già una parziale vittoria, mentre la possibilità che i Democratici possano mantenere il controllo del Senato, anche con uno strettissimo margine potrebbe lasciare il sapore della sconfitta proprio in bocca all’ex presidente.

I seggi decisivi

Tra i primi risultati che danno da sorridere al presidente Biden c’è la corsa al Senato della Pennsylvania, dove il democratico John Fetterman ha battuto il repubblicano Mehmet Oz per un seggio lasciato libero dal senatore del Grand Old Party Pat Toomey, che non si è ricandidato. Quindi i Dem hanno addirittura strappato un seggio agli avversari e se dovessero mantenere tutti i senatori che hanno attualmente potrebbero addirittura passare da 50 a 51 seggi, ottenendo così la maggiora assoluta senza dover contare più sul voto della vicepresidente Kamala Harris per bypassare la situazione di parità. I Rep potrebbero però ribaltare il seggio in Nevada dove la senatrice Dem uscente Catherine Cortez Masto è dietro all’avversario repubblicano e può contare ora solo sul voto postale. Sulla camera alta regna quindi ancora l'incertezza.

Elezioni Midterm, Trump si congratula con i suoi ma "dimentica" Desantis (che lo sfiderà alle primarie)

 

Fattore Trump

Se i Repubblicani sono delusi, Trump ha ancora meno da sorridere visto che uno dei motivi del risultato al di sotto delle aspettative è lo scarso appeal dimostrato dai candidati MAGA (acronimo di Make America Great Again) che durante la campagna elettorale avevano ricevuto calorosi endorsment da parte dell’ex presidente. Tra questi lo stesso Oz, sconfitto in Pennsylvania, e Herschel Walker, che attualmente è leggermente dietro per il seggio del Senato in Georgia. Proprio quest’ultima corsa potrebbe tenere l’America intera col fiato sospeso per settimane, visto che nessuno dei due canditati sembra in grado di superare il 50% e dunque la sfida si deciderà al ballottaggio del 6 dicembre. Ma anche dalla corsa per i 36 governatori che andavano rinnovati il Tycoon ha avuto dei dispiaceri: in Arizona la Repubblicana antiabortista Kari Lake, ex presentatrice tv e tra le favorite di Trump, è dietro alla Democratica Katie Hobbs. Un nuovo colpo che non depone a favore del prosieguo dell’avventura politica di Trump dopo essere stato il primo presidente dal 1932a perdere entrambe le camere (nelle scorse midterm del 2018) e la successiva rielezione.

Elezioni Midterm Usa, primo membro della Generazione Z eletto al Congresso: è il dem Frost

Non che Trump non si sia tolto le sue soddisfazioni con la conferma dei senatori J.D Vance in Ohio e Marco Rubio in Florida. Ma proprio in Florida è arrivata una vittoria Repubblicana che certamente nella villa di Mar a Lago non si saranno sentiti di festeggiare. Il governatore uscente Ron DeSantis - da molti accreditato come unica possibile alternativa a Trump alle prossime primarie repubblicane per le presidenziali - è stato rieletto con ampio margine, dopo che nel 2018 aveva vinto per un pugno di voti proprio grazie al sostegno dell’allora presidente. Durante la campagna elettorale è stato però ignorato da Trump, così come durante il discorso in cui l'ex presidente ha celebrato le vittorie dei suoi. L'ex “sponsor” lo vede ora come un possibile rivale interno e non ha perso tempo ad affibbiargli il soprannome “Ron Desanctimonious”, ovvero “Ron l’ipocrita”, a causa della presunta irriconoscenza mostrata nei suoi confronti. Il successo di DeSantis, sempre più popolare nell’elite repubblicana, e la scarsa presa dimostrata dall’approccio estremista di Trump e i suoi sull’elettorato moderato in queste elezioni potrebbe rendere tutt’alto che scontata la ricandidatura del miliardario alla Casa Bianca nel 2024.

I temi: Ucraina e Diritti

A conti fatti, Biden si troverà comunque a operare con una Camera avversa, ma il fatto che l’ala estremista dei Rep sia uscita ridimensionata dalle urne può rassicurare innanzitutto il presidente ucraino Volodymir Zelensky sul fatto che il sostegno militare degli Usa contro l’invasione di Putin continuerà, mentre l’ala trumpiana aveva espresso più di un dubbio sul fatto che l’America stesse spendendo tanto per una guerra non sua. Se poi il vantaggio dell’opposizione alla Camera dovesse essere risicato sarebbe più facile strappare accordi anche sui temi del clima della sanità pubblica e dei diritti. Argomento questo a cui una fetta di società civile americana ha dimostrato di tenere molto, dato che in alcuni stati come la California sono passati anche dei referendum sulla tutela del diritto all’aborto (per contro l’Iowa ha votato per inserire nella propria costituzione il diritto a detenere armi). Proprio il tema dei diritti civili potrebbe essere stata una delle chiavi che hanno permesso di contenere “l’onda rossa”, specialmente dopo la decisione della Corte Suprema che aveva annullato la sentenza che tutelava l’aborto. L’argomento ha avuto il suo peso anche in un’America in cui la preoccupazione principale era l’andamento dell’economia e il preoccupante tasso di inflazione e votare in maggioranza per i Dem, stando a quanto riportato dalla Cnn sono state le fasce più giovani della popolazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA