Zhengzhou, inferno nella metro, 12 morti. Alluvione Cina, 25 le vittime

Zhengzhou, inferno nella metro, 12 morti. Alluvione Cina, 25 le vittime
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Mercoledì 21 Luglio 2021, 16:20 - Ultimo aggiornamento: 22 Luglio, 10:30

Le piogge torrenziali hanno causato almeno 25 vittime nella provincia centrale cinese dell'Henan, di cui 12 solo nella metropolitana del capoluogo Zhengzhou, trasformatasi in una trappola mortale. Sui social media in mandarino sono stati postati i drammatici video con le centinaia di passeggeri bloccati nei treni e sulle piattaforme, tra le urla disperate di richiesta di aiuto, l'acqua in continua salita fino alla testa e gli ultimi messaggi mandati alle persone amate. Una bomba d'acqua mai registrata prima, anzi la tempesta del millennio come è stata ribattezzata da autorità e media locali, ha fatto cadere in poco più di 24 ore, tra martedì e mercoledì, oltre 640,8 mm di pioggia, che è il totale delle precipitazioni registrate in media nell'intero anno. 

Cina, devastanti inondazioni: 12 morti nella metropolitana di Zhengzhou

Zhengzhou, una città sott'acqua

Tutta la città di oltre 10 milioni di abitanti, accanto al fiume Giallo, è finita in poco tempo sott'acqua e ancora una volta la piattaforma di microblogging Weibo ha testimoniato quanto è accaduto con le immagini della mamma estratta miracolosamente dal fango con i suoi due figli, della donna soccorsa dalla voragine creatasi nell'asfalto, della catena umana per portare in salvo centinaia di bambini dagli asili e di persone dalla metro, e del padre strappato insieme al figlio dalla furia delle acque che hanno trasformato le strade in violenti torrenti. Gli hashtag #HenanCanMakeIt e #HenanStormRescue sono diventati virali, raccogliendo oltre un miliardo di visualizzazioni ciascuno. Mihe Township, nella città di Gongyi, amministrata da Zhengzhou, è tra le aree più colpite ed è quella dove si temono numerosi dispersi, anche se ufficialmente sono solo sette. 

 

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Nell'intera provincia gli evacuati sono circa 300mila. Uno scenario drammatico che ha visto la mobilitazione di oltre 6.000 vigili del fuoco e migliaia di militari e volontari. L'esercito cinese ha avvertito che la diga Yihetan a Luoyang, città con sette milioni di persone, è a rischio di crollo «in qualsiasi momento» a causa di una breccia di venti metri. Il presidente Xi Jinping ha definito «estremamente gravi» le inondazioni e ha chiesto alle autorità a tutti i livelli di dare la massima priorità alla sicurezza della vita delle persone e ai loro beni, attuando «con attenzione e rigore le misure di prevenzione delle inondazioni e di soccorso in caso di calamità». Xi ha ammesso che «la situazione è estremamente grave» e che gli eventi erano in una «fase critica», secondo i media ufficiali. Il premier Li Keqiang ha riunito il governo con il via libera ai primi interventi, tra cui 15 milioni di dollari di risorse immediate. 

Il campus della Foxconn di Zhengzhou, che ha la fabbrica più grande al mondo per l'assemblaggio di iPhone, potrebbe avere subito danni. Il numero uno di Apple Tim Cook ha anticipato una donazione per sostenere i soccorsi: «I nostri pensieri sono rivolti a tutte le persone colpite dalle inondazioni e ai primi soccorritori che aiutano le persone a mettersi in salvo», ha affermato. L'allerta tra l'altro non è ancora finita: precipitazioni sono attese nella provincia per i prossimi tre giorni, secondo le previsioni dei centri meteo nazionali e dell'Henan. 

Appena lunedì il tabloid nazionalista Global Times aveva rilanciato su Twitter un controverso commento di Li Haidong, professore dell'Institute of International Relations della China Foreign Affairs University, secondo cui le ultime inondazioni in Germania e Belgio hanno messo fine «al mito della governance dell'Occidente», mostrando «gravi carenze nei meccanismi di alcuni Paesi occidentali nella risposta ai disastri naturali». 

Ora però è toccato proprio alla Cina.

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