Attentati Kabul, Biden piange in diretta: «La pagherete, pronti a inviare altre truppe». Confermato il ritiro il 31 agosto

Attentati Kabul, Biden nel bunker della Casa Bianca: le ore più difficili della crisi afghana
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Giovedì 26 Agosto 2021, 19:53 - Ultimo aggiornamento: 28 Agosto, 10:15

Joe Biden non trattiene le lacrime parlando in diretta alla nazione degli «eroi morti a Kabul per una missione altruista». Poi promette: «Non dimenticheremo, vi prenderemo e ve la faremo pagare. E l'America non si farà intimidire, l'evacuazione va avanti e siamo pronti a inviare altre truppe se sarà necessario». Per il presidente americano sono le ore più difficili e drammatiche. Di fronte a lui lo scenario più tragico che poteva scaturire dalla crisi afghana e dalla sua irrevocabile decisione di abbandonare il Paese entro il 31 agosto. L'incubo peggiore si è avverato e, nel caos che ne è seguito, ora si contano almeno 12 soldati americani uccisi da un attentato kamikaze mentre lavoravano all'evacuazione di migliaia di persone.

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Attentati Kabul, Biden nel bunker della Casa Bianca

Ancora mille gli americani da portare via per il Pentagono, che ammette: «Gli attacchi continueranno». Le sue parole in tv arrivano dopo un'intera giornata nel bunker della Situation Room, aggiornato costantemente dal team per la sicurezza nazionale, seguendo passo passo gli sviluppi della situazione. Mentre la Casa Bianca appare sempre più assediata da feroci polemiche e tra i repubblicani cresce il fronte di chi invoca l'impeachment, se non addirittura le dimissioni immediate del presidente. Tra questi ultimi Donald Trump: «Non dovrebbe essere un grosso problema dal momento che non è stato eletto legittimamente», afferma l'ex presidente. Circondato dal segretario di Stato Antony Blinken, dal capo del Pentagono Lloyd Austin, dal consigliere per la Sicurezza nazionale Jack Sullivan e dal capo di stato maggiore delle forze armate Usa Mark Milley, Biden cerca una via di uscita non facile, mentre ancora le notizie da Kabul sono frammentarie e si attende di conoscere l'esatto bilancio della doppia esplosione, mentre le responsabilità dell'Isis Kohrasan sono ormai chiare.

 

 Difficile immaginare una rappresaglia a breve, visto il controllo del potere a Kabul ormai nelle mani dei talebani e la difficoltà di individuare degli obiettivi tra i militanti dell'Isis probabili autori dell'attentato. Nonostante questo il presidente americano aveva confermato il faccia a faccia con il neo premier israeliano Naftali Bennett (poi rinviato) per tentare di cominciare a voltare pagina e a riprendere in mano il dossier Iran. La giornata ha poi preso una piega del tutto diversa. «A questo punto il presidente si deve dimettere», ha affermato per primo il deputato repubblicano Mike Garcia, venendo allo scoperto e affermando quello che in tanti nel suo partito pensano, non solo Trump. Anche l'ex ambasciatrice Usa all'Onu Nikki Haley, che in molti vedono candidata alle presidenziali del 2024, agita lo spettro delle dimissioni pur mettendo in guardia dal fatto che sostituire Biden con la vice Kamala Harris sarebbe addirittura peggio. Finora l'ipotesi impeachment, caldeggiata anche da un big come il senatore Lindsay Graham, o quella della rimozione attraverso il meccanismo del 25mo emendamento della Costituzione, era stata presa in considerazione solo con la possibile riconquista da parte dei repubblicani del controllo di almeno una delle due camere del Congresso, nelle elezioni di metà mandato del prossimo anno. Ora tutto potrebbe precipitare.

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