Afghanistan, Isis Khorasan rivendica gli attentati. Ecco cos'è l'Is-Kp

Afghanistan, Isis Khorasan rivendica gli attentati. Ecco chi sono
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Giovedì 26 Agosto 2021, 18:18 - Ultimo aggiornamento: 27 Agosto, 10:30

Le esplosioni all'aeroporto di Kabul sono frutto di un attentato attribuibile all'Isis-KP. La paternità degli attentati presso l'aeroporto di Kabul è dell'Isis Khorasan, secondo quanto riportano i media locali. La rivendicazione è ritenuta credibile secondo fonti americane anche dai funzionari dell'intelligence americana che nelle scorse ore avevano indicato proprio in questa fazione il maggiore pericolo per possibili attentati. Talebani e Isis-Khorasan sono in guerra e i talebani hanno indicato in varie occasioni di voler tenere il gruppo lontano dalle aree sotto suo controllo. Anche secondo fonti della difesa britannica citate da Sky news.uk, è «altamente probabile» che l'attacco a Kabul sia stato compiuto dal gruppo terroristico Isis-K. La fonte riferisce che un kamikaze si è fatto esplodere al Baron Hotel. Poi vi è stata una seconda esplosione presso l'Abbey gate dell'aeroporto, che secondo le prime indicazioni è dovuta ad un'autobomba.

 

L'Isis aveva lanciato ufficialmente la sua minaccia di gravi attacchi in Afghanistan la scorsa settimana. In un messaggio rilanciato dai media dell'organizzazione terroristica, ricorda Rita Katz del Site Intel Group, si leggeva che «i soldati del Califfato si stanno preparando per una nuova fase della loro jihad benedetta, che non si fermerà». Nello stesso messaggio, l'Isis definiva la conquista dell'Afghanistan da parte dei talebani come «nient'altro che la sostituzione di un tiranno rasato con uno con la barba». 

Isis Khorasan rivendica gli attentati

«L'Emirato Islamico condanna fermamente gli attentati contro i civili all'aeroporto di Kabul, avvenuti in una zona dove la sicurezza è nelle mani delle forze statunitensi». Lo afferma in un tweet il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid. Il portavoce aggiunge che i Talebani «stanno prestando molta attenzione alla sicurezza e alla protezione della loro gente» e che i nemici saranno fermati.

Perché c'è quella K finale? Chi sono i miliziani dell'Isis-K? È il gruppo terroristico affiliato allo Stato Islamico in Afghanistan. La lettera K perché si riferisce al Khorasan. Il nome esteso del gruppo è Islamic State of Iraq and the Levant – Khorasan Province: "Provincia del Khorasan dello Stato Islamico”. Sono in competizione con i talebani: li giudicano troppo moderati. 

Secondo Charlie Winter, ricercatore al Centre for the Study of Radicalisation dell'università di Londra, l'aeroporto e le folle in partenza rappresentano «una perfetta riunione di diversi obiettivi del gruppo: i militari americani, gli afghani filo occidentali e i talebani, che l'Isis-k considera apostati».

Nascono sei anni fa. Sono attivi nel Khorasan, provincia dell'Asia centrale dello Stato Islamico. Il nome di provincia di Khorasan si riferisce a imperi musulmani medioevali in un'area fra parti dell'Iran, l'Afghanistan e l'Asia centrale. Lo Stato Islamico infatti ha annunciato la sua espansione nella regione del Khorasan nel 2015, che storicamente comprende parti dell'odierno Iran, dell'Asia centrale, dell'Afghanistan e del Pakistan. 

L'IS-K è stato responsabile di quasi 100 attacchi contro i civili in Afghanistan e Pakistan, e di circa 250 scontri con le forze di sicurezza statunitensi. Secondo il centro studi americano CSIS (Center for strategic and international studies) questo gruppo rappresenta una minaccia permanente per gli interessi degli Stati Uniti e degli alleati nell'Asia meridionale e centrale.

I leader 

Nascono nella provincia sud occidentale pachistana del Balochistan, durante un incontro fra due emissari dell'Isis e un gruppo di talebani delusi dai loro comandanti. Allora lo Stato Islamico era nel pieno del suo successo e controllava ampie parti dell'Iraq e la Siria. Nel 2014, il pakistano Hafiz Saeed Khan diventa il primo leader dell'IS-K, Abdul Rauf Khadim suo vice. Khan era un comandante veterano del Tehrik-e Taliban Pakistan (TTP), lo stesso gruppo di talebani pakistani dove è stato scelto il portavoce del gruppo Is-K, Sheikh Maqbool, e molti altri capi che all'inizio hanno giurato fedeltà ad al-Baghdadi nell'ottobre 2014. 

Hafiz Saeed Khan, è stato ucciso da un attacco aereo degli Stati Uniti nella provincia di Nangarhar, in Afghanistan, il 26 luglio 2016. Dopo la morte di Khan, l'Is-K ha avuto tre capi, tutti eliminati dagli Stati Uniti in attacchi mirati: Abdul Hasib è stato ucciso nell'aprile 2017; Abu Sayed è stato ucciso l'11 luglio 2017 e, più recentemente, Abu Saad Orakzai è stato ucciso il 25 agosto 2018. Questi leader, così come quelli a livello distrettuale e provinciale, in genere possedevano un'esperienza significativa nei movimenti militanti locali in Afghanistan, Pakistan e Uzbekistan prima di unirsi all'Is-K.

Dal giugno 2020 il gruppo si è dotato di un nuovo leader che sarebbe un arabo a differenza dei suoi predecessori pachistani. E nei primi quattro mesi del 2021, la missione Onu in Afghanistan ha contato 77 attentati rivendicati o attribuiti all'Isis-K, perpetrati contro la minoranza sciita, giornalisti, stranieri, militari e infrastrutture civili. Non è chiaro se ciò significhi un rafforzamento del gruppo o una diversa strategia. All'inizio dell'anno, specialisti d'intelligence avevano segnalato all'Onu che il gruppo stava cercando di reclutare talebani scontenti. Molti combattenti dell'Isis-K non sono afghani, vengono dal Pakistan, il Tagikistan e l'Uzbekistan. Il legame con la leadership dell'Isis in Iraq è rimasto, ma s'ignora quanto sia stretto, e se l'ordine per l'attentato di oggi sia venuto da fuori o il gruppo abbia agito in autonomia. L'Isis-k, ricorda il Guardian, rimane impegnato a colpire anche in occidente. I talebani potrebbero cercare di impedirlo, come hanno promesso di fare, ma non è detto che siano in grado di farlo. «Quanto territorio di Afghanistan è controllato dai talebani? C'è molto territorio di cui l'Isis può servirsi. Nell'immediato futuro potrebbero voler fare attentati per apparire nelle news», commenta Aaron Zelin, del Washington institute for Near East Policy.

Cosa vogliono

Come i gruppi dello Stato islamico in Iraq e in Siria, l'Is-K vuole instaurare un califfato a partire dall'Asia meridionale e centrale, governato dalla sharia, che si espanderà con l'adesione dei musulmani di tutta la regione e del mondo. Ignorano i confini internazionali e immaginano un territorio che trascenda gli stati-nazione come l'Afghanistan e il Pakistan. Sognano la sconfitta di Israele e degli Stati Uniti. Vogliono liberare il territorio dai "crociati" stranieri che «fanno proseliti tra i musulmani» e dagli "apostati", che includono chiunque, dalle reclute sunnite dell'esercito nazionale afghano agli sciiti hazara.

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