Il parlamento ungherese boccia la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne

Giovedì 7 Maggio 2020
Il parlamento ungherese boccia la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne

Il parlamento ungherese ha respinto la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Dopo circa un mese dall’adozione della legge che conferisce al premier ungherese Viktor Orban i pieni poteri per fronteggiare l'emergenza virus, il parlamento di Budapest ha bocciato la Convenzione che per l’esecutivo promuoverebbe l’ideologia distruttiva di genere e della «migrazione illegale». Il suo «approccio ideologico è contrario alla legge ungherese e alle credenze del governo», ha affermato davanti all’Assemblea il deputato Lorinc Nacsa, dei democratici cristiani, alleato di minoranza della coalizione con il partito sovrano Fidesz di Orban.
 

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Il Parlamento e il governo ungheresi sono tra quelli in cui le donne sono meno rappresentate nell’Ue. Promossa dal Consiglio d’Europa, la «Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica», rappresenta il trattato internazionale di più ampia portata per affrontare questa grave forma di violazione dei diritti umani. Si propone di conseguire l’obiettivo di tolleranza zero verso questo tipo di violenza e costituisce un passo avanti per una migliore sensibilizzazione a tale problema e per rendere più sicura la vita delle donne all’interno e all’esterno dei confini europei. La Convenzione era stata firmata dall’Ungheria nel 2014, ma ora Orban la respinge. Il governo rifiuta la parte della Convenzione che obbliga a dare asilo ai rifugiati perseguitati per orientamento sessuale o per ragioni di genere. Le opposizioni hanno tentato di opporsi sostenendo che nel periodo del lockdown le violenze domestiche sono aumentate, ma questo non è servito a far indietreggiare il governo. 

 

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