Centri antiviolenza, il piano delle Pari Opportunità: «In arrivo 37 milioni di fondi»

Martedì 9 Luglio 2019
Sono 33mila le donne seguite dai centri antiviolenza

Per i centri antiviolenza arrivano più risorse: quest'anno saranno 37 milioni. «Abbiamo messo in campo più fondi», spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità in un'intervista a Repubblica. «Vogliamo essere sicuri che vengano rispettati i requisiti previsti dall'intesa che proprio i centri hanno firmato con il governo». E per i controlli ci sarà anche «una task force di ispettori». 
Sono 33mila nel 2017 le donne accolte nei 338 centri antiviolenza italiani per la prima volta censiti dall'Istat e dal Cnr su incarico del dipartimento delle pari opportunità. Ma oltre 50mila donne hanno chiesto aiuto, pur senza entrare nel
“programma di protezione”. Dei 338 centri, 253 aderiscono a un'intesa firmata con le Regioni nel 2015. In media 1,1 centri ogni centomila donne al nord e nel Centro, mentre al sud sono un poco di più, 1,5 centri. Nelle regioni settentrionali è più alto il numero delle donne seguite, 18.489, contro le 7.628 accolte nei centri del sud. Alto anche il numero delle straniere che hanno hanno chiesto aiuto per uscire da situazioni di violenza, nel 2017 sono state 8.711.

LA SITUAZIONE
Dalle rilevazioni è emerso che nelle 338 strutture c'è un'ottima offerta di alcune prestazioni fondamentali, quali «colloquio di accoglienza, orientamento e accompagnamento ad altri servizi presenti sul territorio», «consulenza psicologica», «consulenza legale», che sono presenti e offerte in più del 90% dei centri/servizi antiviolenza; una buona offerta della prestazione «accompagnamento all'inserimento lavorativo/autonomia lavorativa» (83,4%),  e della «disponibilità di alloggi sicuri come Case rifugio a indirizzo segreto e di primo livello», quindi della salvaguardia della sicurezza della donna che si rivolge ai centri/servizi specializzati (82%), soprattutto tra i centri antiviolenza aderenti all'intesa Stato-Regioni (85,7%). È segnalata invece come «un'area problematica» quella dell'accoglienza in emergenza (o al pronto intervento) offerta dal 63,6% dei centri/servizi specializzati presenti sul territorio italiano. Infine è «problematica» l'area di offerta di prestazioni rivolte a minori e a donne migranti in cui i centri/servizi specializzati che forniscono prestazioni rivolte a questo target di destinatari/e si attestano tra il 60% e il 65%.

Ultimo aggiornamento: 18:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA