DONNE

Protesta bypartisan a Palazzo Chigi contro la Tampon Tax, gli assorbenti non sono un lusso per le donne

Sabato 25 Maggio 2019
La cosiddetta Tampon tax, la iniqua tassa che grava sugli assorbenti igienici che ogni donna in età fertile consuma ogni mese pagandoci sopra il 22% d'IVA come se fosse un bene di lusso e non tanto materiale igienico-sanitario, necessario come un medicinale, sta continuando a causare malessere all'interno del mondo femminile. In modo trasversale e bypartisan. 

Visto che il governo giallo-verde per non perdere circa 300 milioni di euro l'anno di gettito fiscale, ha scelto di non abbassare l'aliquota al 5%. Ancora una volta il governo si è mostrato sordo a qualsiasi argomento, nonostante si tratti di una questione di civiltà che riguarda ogni donna italiana, a prescindere dall'età e dalla condizione sociale.

A sei mesi dal lancio della campagna «Il ciclo non è un lusso», in cui si proponeva una riduzione dell'Iva dal 22% al 5% sugli assorbenti, le ragazze e i ragazzi di Onde Rosa fanno sentire nuovamente la loro voce e si danno appuntamento venerdì 31 maggio alle 15.30 in Piazza Montecitorio, per una manifestazione pacifica mirata a sensibilizzare l'opinione pubblica a proposito della 'Tampon Tax'.

La manifestazione rappresenta lo step numero due per il movimento che, da ormai 5 mesi , ha fatto partire online una petizione sulla piattaforma Change.org che ad oggi ha raccolto oltre 227mila firme.

Lo slogan con cui scenderanno in piazza venerdì prossimo è «Il futuro non è un lusso» e non saranno sole perchè - riferisce la nota - hanno già aderito alla manifestazione numerose associazioni giovanili e alcuni partiti politici .

«Il 14 maggio - ricorda il testo della petizione - in occasione della discussione sul Pdl Fisco alla Camera dei Deputati è stata respinta per l'ennesima volta la proposta di un'agevolazione Iva (dal 22% al 5%) sui prodotti igienico-sanitari per le mestruazioni: assorbenti, coppette, tamponi, assorbenti lavabili etc.» 

La richiesta era stata non solo bocciata dal governo, ma alcuni esponenti pentastellati avevano spiegato che le donne se volevano spendere di meno dovevano ricorrere alle pezzuole di lino che usavano le nostre nonne, quelle che si lavavano a mano, provocando una ondata di sdegno in tutto il paese.  © RIPRODUZIONE RISERVATA