Virus sinciziale, due neonati (di 5 e 11 mesi) morti in un giorno: il doppio dramma a Castellamare e La Spezia

Virus sinciziale, morto bimbo di 11 mesi a La Spezia
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Lunedì 8 Novembre 2021, 17:21 - Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 08:29

Il virus sinciziale provoca due piccolissime vittime in un solo giorno. Questa mattina verso le 11:30 presso l'ospedale del San Leonardo di Castellammare di Stabia è deceduto un neonato di 5 mesi per problematiche respiratorie dovute all'infezione. Il piccolino era ricoverato dal 6 novembre. L'autorità giudiziaria informata dai Carabinieri di Castellammare di Stabia ha disposto il sequestro della salma per il successivo esame autoptico.

A La Spezia un bimbo di 11 mesi è morto all'ospedale Sant'Andrea per un arresto cardiocircolatorio dovuto, secondo una prima ipotesi diagnostica, a un' insufficienza respiratoria acuta sostenuta da un'infezione da virus respiratorio sinciziale. Il decesso è avvenuto alle 4 di stamani. Lo ha reso noto l'Asl5. I genitori hanno portato il piccolo all'ospedale perché il figlio presentava da circa 24 ore una tosse persistente con progressivo aggravamento. Dopo essere stato sottoposto a triage e a tampone antigenico, risultato negativo, il bimbo è stato inviato al Pronto Soccorso pediatrico dove gli specialisti ne hanno disposto il ricovero.

Bimbo morto a La Spezia, peggioramento improvviso

La situazione del bimbo si è rapidamente aggravata tanto da richiedere l'intervento del rianimatore per effettuare un trasferimento protetto all'ospedale Gaslini di Genova ma a causa della grave instabilità clinica subentrata, l'opzione è stata scartata ed è stata l'equipe di trasporto della Terapia Intensiva del Gaslini ad intervenire al Sant'Andrea. Vani sono stati i ripetuti tentativi, protrattisi per oltre un'ora e mezzo, di rianimare il bimbo. Domani mattina verrà eseguito il riscontro diagnostico sulla salma per accertare la causa della morte.

 

 

Bimbo morto a Napoli, aperta inchiesta

Era giunto in ospedale un paio di giorni fa il piccolo di 5 mesi stroncato da un virus sinciziale, malattia respiratoria che colpisce i bambini in tenera età e che in sole 48 ore lo ha strappato alla vita. Inutili sono valsi i tentativi dei medici del reparto Pediatria dell'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia (Napoli) dove era ricoverato. Giuseppe, questo il nome del piccolino, è morto oggi mentre veniva preparato per essere trasferito all'ospedale Santobono di Napoli. «È stato intubato, ma non ha retto alla manovra di intubazione. È morto subito dopo», spiegano dalla Direzione Sanitaria. «Il piccolo paziente era giunto il 6 novembre scorso con una grave dispnea e gravi problemi respiratori - spiegano dalla Direzione Sanitaria - La malattia ha avuto una evoluzione rapida negativa e si stava preparando il suo trasferimento all'ospedale Santobono, con un'anestesista come accompagnatore. È stato intubato, ma non ha retto alla manovra di intubazione. È morto subito dopo». L'intero reparto è sotto choc. Da giorni si trova ad accogliere bambini molto piccoli affetti dal Vrs (Virus respiratorio sinciziale) per il quale non esistono cure, solo terapie di supporto. L'intero territorio nazionale sta vivendo una epidemia di Vrs e l'ospedale San Leonardo è saturo di ricoveri di bambini molto piccoli (sono 5 i pazienti attualmente accolti nel reparto di Neonatologia.) Hanno tutti da 1 a 30 giorni. Giuseppe era il secondo figlio di una coppia molto giovane originaria di Pimonte, Monti Lattari. Era l'unico, vista la sua età, ricoverato in Pediatria. «La cartella clinica è stata sequestrata - aggiungono dalla Direzione sanitaria - e anche il corpicino del bimbo sarà sottoposto domani mattina ad autopsia, per dare seguito a un'indagine aperta su quanto accaduto». Il reparto, retto dal primario Luigi Tarallo, è considerato un «fiore all'occhiello» dell'Asl Napoli 3 Sud. Sul caso indagano i carabinieri.

Il virus sinciziale, cos'è la malattia che colpì la piccola Vittoria

Ma che cos'è l'Rsv, malattia che colpì la piccola Vittoria, figlia di Chiara Ferragni e Fedez? «Il virus - spiega il professor Midulla - se contratto nei primi mesi di vita del bambino provoca forme di bronchiolite gravi, con manifestazioni cliniche nelle basse vie respiratorie, mentre nei bambini più grandi e negli adulti si risolve con sintomi lievi, come rinofaringite, febbre o tosse. Ma i neonati sono spesso protetti dagli anticorpi materni che si 'trasmettono' attraverso la placenta. Questa volta però non è stato così - fa notare l'esperto - e l'epidemia che solitamente arriva a dicembre-gennaio è scoppiata con 2 mesi di anticipo. Ce lo aspettavamo perché per un anno e mezzo il virus non ha circolato grazie alle misure anti-Covid (lavaggio delle mani, mascherine e distanziamento sociale). Ma non appena queste misure sono state allentate, i fratellini più grandi sono tornati all'asilo o a scuola, e con una popolazione senza anticorpi il virus ha cominciato a circolare, subito e in anticipo rispetto al solito, e sta dando forme gravi nei piccolissimi».

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