Chiara Ferragni, cos'è il virus respiratorio che ha colpito la figlia. I pediatri: «Ci sarà aumento esponenziale»

Chiara Ferragni e la figlia in ospedale: cos'è il virus respiratorio che sta colpendo i neonati in tutta Italia
di Veronica Cursi
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Mercoledì 27 Ottobre 2021, 13:19 - Ultimo aggiornamento: 14:54

Si chiama Rsv, virus respiratorio sinciziale, e nelle ultime settimane sta colpendo in tutta Italia i bimbi appena nati,  tra cui anche Vittoria, la figlia di Chiara Ferragni e Fedez, con reparti pediatrici e terapie intensive degli ospedali strapieni di neonati con bronchioliti e polmoniti. A Padova sono 16 i piccoli ricoverati, di cui 4 intubati in rianimazione, «al Policlinico Umberto I di Roma 10 i ricoverati, di cui 2, di appena un mese di vita, in terapia intensiva, ma anche nelle altre regioni la situazione è analoga. Un'epidemia arrivata con 2 mesi di anticipo», riferisce Fabio Midulla, presidente della Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri), professore ordinario di Pediatria all'università Sapienza e responsabile del Pronto soccorso pediatrico del Policlinico Umberto I di Roma, sentito dall'Adnkronos Salute.

Ferragni e Fedez, la figlia Vittoria e il virus respiratorio: «Se avete bimbi piccoli fate molta attenzione»

La figlia di Fedez e Ferragni

Tra i piccoli colpiti c'è anche la figlia di Chiara Ferragni e Fedez nata solo 7 mesi fa, ricoverata da qualche giorno in ospedale a Milano.  La coppia ha condiviso sui social le condizioni della bambina dovute a un virus che loro stessi hanno definito “molto comune”, ma che se sottovalutato può diventare pericoloso nei neonati. Fedez ha pubblicato una foto di Vittoria sul letto d'ospedale: «Oggi risveglio con Gino il palloncino fatto dalle fantastiche infermiere del reparto. La Vitto è una roccia, migliora sempre più». Solo ieri aveva scritto: «Se avete bambini piccoli fate molta attenzione mi raccomando. Questo virus RSV (Respiratory syncytial virus) non va preso alla leggera». 

Cos’è il virus respiratorio sinciziale

Ma che cos'è l'Rsv? «Il virus - spiega il professor Midulla - se contratto nei primi mesi di vita del bambino provoca forme di bronchiolite gravi, con manifestazioni cliniche nelle basse vie respiratorie, mentre nei bambini più grandi e negli adulti si risolve con sintomi lievi, come rinofaringite, febbre o tosse. Ma i neonati sono spesso protetti dagli anticorpi materni che si 'trasmettono' attraverso la placenta. Questa volta però non è stato così - fa notare l'esperto - e l'epidemia che solitamente arriva a dicembre-gennaio è scoppiata con 2 mesi di anticipo. Ce lo aspettavamo perché per un anno e mezzo il virus non ha circolato grazie alle misure anti-Covid (lavaggio delle mani, mascherine e distanziamento sociale). Ma non appena queste misure sono state allentate, i fratellini più grandi sono tornati all'asilo o a scuola, e con una popolazione senza anticorpi il virus ha cominciato a circolare, subito e in anticipo rispetto al solito, e sta dando forme gravi nei piccolissimi».

L'epidemia

«Ci sarà un aumento esponenziale di casi di virus respiratorio sinciziale e, purtroppo, anche in associazione con altri virus. Ma sono ottimista, come accade ogni anno ne usciremo». Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Antonino Reale, responsabile Pediatria emergenza dell'ospedale Bambino Gesù di Roma. «Negli ultimi 15 giorni stiamo assistendo ad un aumento esponenziale dei ricoveri per bronchioliti, anche gravi, che sono la conseguenza del virus respiratori sinciziale - prosegue -. Spesso dagli esami risulta la presenza di più virus, anche 3-4, quindi c'è un'associazione di più patogeni. Attualmente», all'ospedale Bambino Gesù, «abbiamo una quindicina di pazienti, neonati nei primi mesi di vita, con bronchiolite e il 40% ha forme leggere. Sono 2 in terapia con ossigeno». Il fenomeno è partito dalla Francia 20 giorni fa e ogni anno è sempre molto diffuso in Europa

Le cure

Può accadere che i neonati colpiti dal virus respiratorio «hanno bisogno di ossigeno e di essere reidratati perché non riescono a mangiare bene - avverte Reale -. Nella maggior parte dei casi sono piccoli pazienti con comorbidità o fragilità dovute alla nascita prematura. Quindi, non avendo una cura, si agisce con un terapia di supporto e si aiutano con l'ossigeno o una flebo. A chi ha problemi respiratori più seri viene messo il casco, per l'erogazione della Cpap, che abbiamo conosciuto nei pazienti con Covid in terapia intensiva, dove la pressione è elevata. Oggi abbiamo 2 piccoli pazienti di 2-3 mesi che necessitano di questa terapia con l'ossigeno e 6-7 con altri flussi». «Il messaggio che deve passare è che gli strumenti usati per la protezione anti-Covid non andrebbero messi da parte proprio ora - avverte - una mamma che allatta il suo bambino, magari nato prematuro, dovrebbe indossare la mascherina e se c'è un fratellino anche lui dovrebbe farlo per evitare proprio la possibilità di un contagio».

Come sta Vittoria Ferragni

La figlia di Chiara Ferragni ha cominciato a sentirsi male qualche giorno fa. E' stata proprio la mamma a condividere su Instagram le prime giornte con la bimba alle prese con l'aerosol, insieme al fratello più grande Leone. La situazione per la piccola poi è peggiorata, con un primo ricovero in ospedale a cui ne è seguito uno più lungo. Chiara ha voluto però  tranquillizzare i suoi  follower e lanciare un messaggio condividendo una vecchia foto di famiglia: «Vittoria sta migliorando giormo dopo giorno e siamo estremamente grati per tutta l’energia positiva che ci state trasmettendo. Vedere il proprio bambino ammalato è l’esperienza più spaventosa che si possa vivere e ci si rende conto che la salute è davvero il lusso più grande, non dimenticatelo mai».

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