Sezze e i festini, il guardiano del cimitero rubava i fiori per poi rivenderli insieme all'amante. Affari anche tagliando alberi

Cimitero Sezze, il guardiano rubava i fiori dalle tombe per poi rivenderli insieme all'amante: «Ti guadagni 60 euro»
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Domenica 18 Aprile 2021, 15:10 - Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 17:15

C'è dell'altro nello scandalo del cimitero di Sezze. Compravendita di loculi e legname, festini, prestazioni sessuali in casa riprese da telecamere nascoste, ma anche fiori rubati dalle tombe per poi essere rivenduti. Questo almeno, secondo quanto riporta l'AdnKronos, è quanto si legge nell'ordinanza di applicazione delle misure cautelari del 3 marzo scorso firmata dal Giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, che ipotizza una forma di peculato nei confronti del custode del cimitero. 

Franco Castaldi avrebbe infatti sottratto gli omaggi floreali dei parenti dei defunti per dirottarli all'esercizio di rivendita a Sezze della sua amante. Entrambi, sempre secondo l'ipotesi d'accusa, avrebbero rubato corone, cuscini, copri bara per riciclarli per addobbi funebri e floreali. I due in più occasioni avrebbero tolto i fiori dalle tombe dei defunti appena celebrati o comunque lasciati dai parenti nella chiesa del cimitero per poi rivenderli per il confezionamento di ulteriori addobbi funebri e floreali.

Nell'intercettazione del 10 febbraio 2019 il passaggio chiave. Qui, in particolare, la titolare del vicino negozio di fiori riferisce al Castaldi che per il giorno successivo dovrà consegnare dei fiori per un funerale e gli chiede se nel cimitero ce ne sono, altrimenti sarà costretta ad acquistarli al vivaio. L'uomo le risponde di essere sicuro di averli, considerato che, quel giorno e il giorno prima, erano stati celebrati due funerali.

Sempre nell'ordinanza di custodia cautelare si legge che il 23 maggio 2019 il Castaldi comunica al figlio dell'amante che si è verificato un decesso («s'è buttato uno dal balcone a Santa Maria») prospettando al ragazzo l'occasione di guadagno («ti guadagni cinquanta sessanta euro»). In un'altra occasione la donna suggerisce di sottrarre le rose bianche dall'addobbo floreale al defunto appena tumulato «quello che è morto, quello la che la mamma non ha una lira, che mi hai detto tu».

Nelle carte dell'inchiesta i magistrati ipotizzano anche che il custodesi sia appropriato, in concorso con il figlio (entrambi accusati di peculato) anche di ingenti quantitativi di legname (circa 52 quintali) derivanti dal taglio di alberi, cipresso e quercia, presenti nel campo santo e che rivendevano a privati. 

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