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Riaperture, Lamorgese: «Saranno un volano per le nostre imprese». Ma cresce l'usura

Martedì 20 Aprile 2021
Riaperture, Lamorgese: «Saranno un volano per le nostre imprese»

Si avvicina la data delle riaperture, il 26 aprile, e montano le aspettative per il rilancio dell'economia azzoppata dalla pandemia Covid. È questo il tema centrale della giornata dedicata alla legalità organizzata da Confcommercio alla quale ha partecipato anche la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese.

«Tutti auspichiamo il rilancio della attività produttitve, l'auspicio è che le aperture dei prossimi giorni possano rappresentare un volano per le nostre imprese». Lo ha detto la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, intervenendo alla Confcommercio alla giornaltà «Legalità, ci piace!», rispondendo al presidente Carlo Sangalli.

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«Il calo di fatturato per le imprese si è sentito. Il periodo è stato pesante ed ha inciso sul fenomeno dell'usura». Lo ha sottolineato la ministra dell'Interno, durante la giornata «Legalità, ci piace!», che ha lanciato l'allarme sull'aumento del rischio legato alla crisi per il Covid. «Conosco bene il disagio per i professionisti e le piccole e medie imprese, che sono il motore del Paese. Come ministero dell'Interno, anche con i prefetti, stiamo facendo un'opera per stemperare le tensione facendoci da tramite per le istanze da portare al governo», ha aggiunto.

«L'usura è un tipico reato spia, sintomo della penetrazione mafiosa», e spesso «è un reato sommerso, per le difficoltà delle vittime a denunciare, ma dobbiamo spingere con campagne di informazioni. L'azione dello Stato deve essere non solo repressiva, occorre una capacità di fare squadra».

Imprese vittime di usura: quante sono

Sono a «immediato e grave» rischio di usura circa 40mila imprese del commercio, della ristorazione e dell'alloggio. Oltre un imprenditore su 4 ritiene aumentato il fenomeno. Lo stima un'analisi della Confcommercio, che oggi vuole accendere un faro sull'aumentato pericolo per le imprese indebolite dal Covid, con la giornata «Legalità, ci piace!». Il fenomeno, secondo l'indagine dell'ufficio studi della Confcommercio, è particolarmente diffuso al Sud, dove è anche maggiore il rischio di chiusura definitiva delle imprese.

Tra nove grandi città italiane, Napoli, Bari e Palermo risultano essere quelle più esposte. L'analisi registra la percezione dei fenomeni criminali da un anno all'altro. Gli imprenditori in generale indicano un calo di reati come rapine e furti, mentre evidenziano una crescita dell'usura di 14 punti percentuali rispetto al 2019: il 27% degli imprenditori indica un aumento del fenomeno nel 2020. Il rischio usura è direttamente collegato alla crisi di liquidità.

Oltre 295mila pur avendo richiesto un prestito non l'hanno ottenuto o l'hanno ottenuto in forma ridotta. Inoltre, la percentuale di imprese che hanno avuto «un'esperienza diretta» con l'usura o che hanno subito pressioni per vendere la propria azienda è al 12%, da qui la stima che tra le 28mila e le 44mila unità produttive sono ad oggi esposte al rischio. Tra gli impreditori intervistati, aumenta la fiducia nelle forze dell'ordine, al 43,9% rispetto al 42,8% dello scorso anno, ma circa uno su 4 si sente solo e sfiduciato.

 

 

Ultimo aggiornamento: 12:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA