Genova, incidente nel cantiere del Morandi: gru si inclina, colpiti tre operai

Mercoledì 20 Novembre 2019
Ponte Genova, gru si inclina nel cantiere: colpiti tre operai

Primo incidente durante i lavori del ponte Morandi a Genova. Stamani una gru si è inclinata all'interno del cantiere di ricostruzione del nuovo viadotto Polcevera e tre persone sono rimaste leggermente contuse e subito sottoposte alle cure mediche del caso. Sono in corso accertamenti su quanto accaduto. Gli operai sono al lavoro per rimettere in sicurezza l'area. La gru, abbattendosi, si è posata su uno degli impalcati che si trova a terra per le operazioni di assemblaggio. 

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Mai, finora, sia nella fase di demolizione che in quella della ricostruzione era stato segnalato un incidente. Fin dall'inizio, i commissari per la demolizione e per la ricostruzione e i titolari delle ditte che si sono succedute sul luogo del disastro hanno sottolineato come il fattore sicurezza fosse al primo posto. Questo aspetto era stato ricordato anche dal 'papà' del nuovo viadotto, l'architetto Renzo Piano che ha donato il disegno del nuovo ponte alla città, in occasione del varo in quota del primo impalcato. Rivolto agli operai disse: «Noi lavoriamo al tavolo seduti in sicurezza voi siete gli acrobati operai, mi raccomando lavorate in sicurezza».

L'incidente è avvenuto nel giorno in cui è stato varato in quota il terzo impalcato. Gli operai e i tecnici del consorzio PerGenova, con una maxigru cingolata hanno portato a 40 metri d'altezza, tra le pile 6 e 7, un concio in acciaio di 50 metri. Nel frattempo l'inchiesta registra due passi avanti. Da un lato la Guardia di finanza ha sequestrato nella sede di Atlantia un documento digitale che indica tra il 2014 e il 2016, un «rischio crollo» per il Morandi, mentre dal 2017 la dicitura diventa «rischio perdita stabilità». Dall'altro, nell'inchiesta bis sui falsi report, ci sono nuovi indagati per gli omessi controlli sul Letimbro, in A10 nel savonese. La notizia del ritrovamento del documento che parla di rischio crollo ha fatto perdere al titolo in Borsa il 2,2%, fissando il prezzo a 22 euro. La sicurezza sembra il fil rouge del viadotto. Sicurezza che potrebbe essere stata ignorata nonostante il «documento di programmazione del rischio», stilato dall'Ufficio rischio di Autostrade e passato dai vari consigli di amministrazione sia di Aspi che di Atlantia, indicasse un «rischio crollo».

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Ma perché proprio nel 2017 si cambia termine? Quello è anche l'anno in cui entrano nel board azionario soci cinesi e tedeschi: si voleva presentare un «prodotto» meno compromesso di quanto fosse realmente? Finora i dirigenti di Aspi hanno dichiarato ai magistrati che per il viadotto nessun report di Spea (società delegata al monitoraggio della rete autostradale) aveva messo in allarme per il pericolo di crollo. Da parte loro Magistrati e investigatori chiedono ai 73 indagati di omicidio e disastro colposo plurimi come mai da una parte il ponte veniva classificato con voto inferiore a 50 (oltre questo livello si applicano misure di limitazione al traffico o chiusure), quindi con rischio basso. Le intercettazioni agli atti dell'inchiesta evidenziano che i monitoraggi di Spea fossero edulcorati per evitare limitazioni e per risparmiare sugli interventi. C'è un altro dato che fa riflettere gli investigatori: dal 2014 in poi le polizze assicurative sul viadotto genovese erano aumentate notevolmente.

 

A cercare di fare un pò di chiarezza potrebbero essere gli indagati che da domani inizieranno a sfilare in procura. Primo tra tutti l'ex amministratore delegato di Spea, Antonino Galatà, poi gli altri dell'inchiesta bis sui falsi report sui viadotti. Intanto Aspi sottolinea che «la società non è in alcun modo disponibile ad accettare rischi operativi sulle infrastrutture. Di conseguenza, l'indirizzo del Cda alle strutture operative è di presidiare e gestire sempre tale tipologia di rischio con il massimo rigore, adottando ogni opportuna cautela preventiva».

Ultimo aggiornamento: 19:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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