Milano, il giallo dell’uomo con la testa nel tombino: «Morto per affogamento»

Milano, il giallo dell’uomo con la testa nel tombino: «Morto per affogamento»
di Francesco Rigatelli
3 Minuti di Lettura
Venerdì 26 Marzo 2021, 07:48

Si può finire, magari al termine di una notte disperata, affogati a testa in giù in un tombino di Cormano, a nord di Milano? È la domanda a cui deve rispondere il medico legale con l’autopsia, dopo che i primi rilievi non hanno trovato alcun segno sospetto sul corpo di un 82enne di origine marocchina senza fissa dimora.

Milano: a Cormano cadavere incastrato in tombino, intervengono carabinieri


DUE GAMBE DA UN TOMBINO
Il cadavere è stato scoperto da un passante alle 6 di ieri mattina nella centrale via Manzoni. Due gambe spuntavano dal tombino e lo spettatore, che all’inizio ha pensato a uno scherzo, ha chiamato subito i soccorsi. Il viso dell’uomo era immerso nell’acqua di fogna e il busto era incastrato nel buco. Una scena raccapricciante anche per gli infermieri del 118 e per i carabinieri della stazione locale, che non hanno potuto far altro che constatare la morte del barbone, noto in zona per il suo vagabondare.


Anche mercoledì notte era stato visto da più testimoni seduto poco distante sul marciapiede con alcune lattine di birra intorno a sé. Il sospetto è che, alla ricerca di chissà quale “tesoro”, abbia deciso di perlustrare l’interno di un tombino e sia rimasto incastrato. Certo qualche interrogativo rimane. Perché l’anziano clochard ha deciso di compiere una simile imprudenza? E come è riuscito da solo, di notte, ad aprire un tombino di ghisa pesante? Inoltre, anche volendo provare ad afferrare qualcosa nella fogna, ce ne vuole per tuffarcisi dentro. Insomma, il magistrato di turno non è convinto e intende vederci chiaro: ha disposto un’autopsia per verificare che dietro a una fine così curiosa non si nasconda qualche atto violento.


I VIDEO<QA0>
Proseguono intanto le indagini dei carabinieri che, oltre a interrogare i testimoni, stanno cercando eventuali video delle zone limitrofe. Al momento i rilievi propendono per una causa accidentale, assurda quanto fatale, magari facilitata dallo stato di ebbrezza dell’uomo. L’annebbiamento delle facoltà mentali in una persona anziana a un’ora tarda della notte, suggeriscono gli investigatori, potrebbe aver favorito la tragedia.


IL QUARTIERE<QA0>
Si tratterebbe però quasi di un incidente domestico, perché il vecchio circolava da tempo in quelle strade a nord di Milano, conosceva i frequentatori della zona ed era pratico delle sue insidie. La via dove è avvenuto il fatto è molto tranquilla e finisce davanti a Villa Imbonati, residenza estiva di Alessandro Manzoni, che scelse personalmente gli alberi del grande parco e qui iniziò a scrivere I promessi sposi.


L’uomo avrebbe trascorso la serata in quella zona, bevendo birra e, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe rimasto vivo almeno fino a mezzanotte. Da lì al ritrovamento, avvenuto alle 6 del mattino, non lo ha più visto nessuno, né ci sono stati rumori particolari per la strada. Il corpo è stato tirato fuori dal tombino: aveva la testa immersa nell’acqua e le braccia infilate nella fogna. Non si esclude che da quella posizione l’uomo non sia riuscito a sollevarsi per uscire dal buco e sia morto annegato, ma anche in questo caso resta la domanda sul perché sia finito lì dentro. Ed è a questo che cercano di dare una risposta le indagini.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA