Marina Militare, tangenti per appalti da 4,8 milioni: 12 arresti, in manette anche il direttore dell'arsenale

Giovedì 20 Febbraio 2020
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Marina Militare, tangenti per appalti da 4,8 milioni: 12 arresti

Maxi operazione della Guardia Finanza nella Marina Militare di Taranto. Nell'ambito di una inchiesta per l'aggiudicazione di 15 appalti per 4,8 milioni di euro relativi a lavori di ammodernamento e riparazione di unità navali in dotazione alla Marina Militare di Taranto, la GdF ha posto agli arresti domiciliari 12 persone accusate a vario titolo, di associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, corruzione e furto aggravato. Tra i destinatari del provvedimento cautelare imprenditori, due ufficiali della Marina Militare e due dipendenti civili della Marina. E c'è anche il direttore dell'Arsenale militare di Taranto, il contrammiraglio Cristiano Nervi, tra i 12 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare. Nervi risponde di turbativa d'asta in concorso con alcuni imprenditori.

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Secondo le indagini, condotte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Taranto, sarebbero state pilotate le aggiudicazioni di 15 appalti banditi dall'Arsenale e dalla Stazione Navale della Marina Militare di Taranto, nei mesi da ottobre a dicembre 2018, per un totale di 4,8 milioni di euro. In particolare, per una gara di circa 3 milioni di euro, relativa ai lavori di ammodernamento della flotta, vi è stato un frazionamento artificioso degli appalti originari in 11 gare. Ciò per garantire - secondo l'accusa - ad ogni società gestita dagli imprenditori indagati di aggiudicarsi una porzione dei lavori e di conseguire un maggior guadagno. L'ordinanza di custodia cautelare è firmata dal gip del Tribunale di Taranto Benedetto Ruberto su richiesta del procuratore aggiunto Maurizio Carbone.

«La ripartizione degli appalti è stata effettuata scientificamente, in modo tale che il totale degli importi relativi alle gare venisse equamente diviso fra gli associati che giungevano a tali accordi nell'ambito di incontri che si tenevano in luoghi da loro ritenuti sicuri», sottolinea la Guardia di finanza di Taranto illustrando i dettagli dell'indagine. Gli investigatori parlano di un «gruppo d'affari» che si avvaleva della «connivenza» di un ufficiale della Marina Militare in servizio presso l'Arsenale di Taranto che «veniva informato, puntualmente, sia dei nominativi delle imprese partecipanti alle varie gare, nonché del nome del vincitore concordato». Gli indagati, sempre secondo l'accusa, disponevano anche della complicità di un dipendente civile dell'Arsenale, in servizio nell'ufficio amministrativo, il quale, a fronte del pagamento di una tangente, comunicava il dettaglio dei bandi di gara in anticipo rispetto alla data di pubblicazione, consentendo agli stessi di avere un ampio margine di tempo per accordarsi. «Il disegno criminoso ideato», aggiungono le Fiamme Gialle, ha trovato «un'altra modalità realizzativa attraverso la corruzione di un ufficiale in servizio presso l'ufficio Servizio efficienza navi, il quale, per far ottenere agli imprenditori l'affidamento di lavori necessari alla Stazione Navale della Marina Militare di Taranto, ha richiesto ed ottenuto in cambio utilità consistite in elettrodomestici, mobili e lavori di ristrutturazione di un'abitazione di sua proprietà».

Ultimo aggiornamento: 12:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA