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Gianluca Loprete, chi è il 19enne che ha fatto a pezzi il padre a Milano: «Ha passato ore con il cadavere»

Lo hanno trovato ancora con il coltello in mano. Il 19enne aveva problemi psichici sin da bambino

di Claudia Guasco
4 Minuti di Lettura
Lunedì 13 Giugno 2022, 10:20 - Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 13:01

Precisiamo che in una precedente foto pubblicata a corredo dell’articolo era ritratto un omonimo del reale protagonista del fatto di cronaca e che la persona ritratta e' totalmente estranea alla vicenda. Ce ne scusiamo con l'interessato.

Lo hanno trovato ancora con il coltello in mano, l'arma con la quale ha ucciso il padre. Ma l'omicidio, nella sua mente tormentata, non era sufficiente. Ha anche tentato di fare a pezzi il cadavere e quando ieri mattina attorno alle nove i soccorritori sono entrati nell'appartamento di via Saint Denis, a Sesto San Giovanni, raccontano di essersi trovati di fronte a una scena «indescrivibile». Gianluca Loprete, diciannove anni e problemi psichici che lo affliggevano, ha ammazzato il papà Antonio, 57 anni, dirigente bancario alla Bpm, laurea alla Bocconi.

Sesto San Giovanni, Gianluca Loprete uccide il padre e chiama il 112: «L'ho ammazzato». Il cadavere fatto a pezzi
 

Padre e figlio vivevano insieme, ma erano due universi separati. Gianluca ha abbandonato gli studi, non lavorava ed è in cura da anni al Centro psico sociale, Antonio Loprete si occupava di lui da solo dopo la separazione, un'impresa superiore alle sue forze tanto che l'ansia e la fatica lo hanno trascinato nel gorgo della depressione. Cosa succedeva tra padre e figlio quando si chiudevano la porta di casa alle spalle è un abisso che emerge dalla trascuratezza delle stanze in cui vivevano e dal racconto dei vicini, che parlano di difficoltà evidenti. Ma nessuno, tra sabato e ieri mattina, ha sentito rumori strani, né immaginava potesse finire così. Con una telefonata ai carabinieri di Gianluca: «Ho ucciso mio padre, venite». È stato uno dei pochi momenti di verità del ragazzo che, dopo essere rimasto per ore con il corpo del padre accanto, in un lampo di lucidità ha confessato. Poi è ripiombato nel buio, quando sono arrivati i militari era confuso e sotto choc. Ha aperto lui la porta, sconvolto e sporco di sangue, impugnando il coltello. I carabinieri gli chiedono del padre e lui risponde: «Eh, dimmelo tu come sta». Poi si aggira per l'appartamento e dopo aver indicato la camera da letto del padre si rifugia nel silenzio, da quel momento non risponde più ad alcuna domanda. Il corpo di Antonio Loprete era martoriato da colpi e tagli, inferti con più di un'arma. Non è ancora chiaro se l'omicidio sia avvenuto poche ore prima del ritrovamento o se risalga addirittura al giorno prima: per sezionare il cadavere, con ciò che era a disposizione nell'alloggio, c'è voluto diverso tempo. E se il ragazzo non avesse chiamato i carabinieri, probabilmente sarebbero rimasti lì chissà per quanto: l'ex moglie e mamma del diciannovenne, di origine sudamericana, vive in Austria ed è stata informata solo nel primo pomeriggio, perché inizialmente irrintracciabile. Il movente dell'omicidio sarebbe da ricondurre alle difficoltà personali di Gianluca, seguito dagli psichiatri, ma anche alla complicata convivenza con il padre, da un astio covato da tempo al punto che conducevano esistenze separate. I condomini descrivono il giovane come un «ragazzo difficile». Una vicina è sgomenta: «Ma cosa ha fatto? Ho sentito che ha tagliato la testa a suo papà». Per identificare le varie armi usate dal diciannovenne gli investigatori hanno impiegato tutto il giorno. «Dalla prima ricostruzione emerge che per tentare di sezionare il corpo abbia utilizzato qualcosa di più grosso di un coltello», precisa il Procuratore della Repubblica di Monza, Claudio Gittardi.

 


LE FESTE
Il comportamento di Gianluca, per la verità, aveva creato qualche malcontento nel palazzo, tanto che durante il lockdown era stato segnalato per aver organizzato feste nonostante i divieti imposti per la pandemia. Il padre, che prima della separazione conduceva una vita normale, non riusciva ad arginarlo fino a esserne condizionato sprofondando nella depressione. L'appartamento sequestrato è in pessime condizioni, padre e figlio non si curavano del luogo in cui vivevano. I carabinieri del SiS di Milano e della compagnia di Legnano hanno portato Gianluca Loprete in caserma. Il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere ed è stato arrestato per omicidio volontario aggravato e per vilipendio di cadavere. Ora è in carcere a Monza.

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