CORONAVIRUS

Fase 2, protesta il mondo gay: «Congiunti sono un riferimento inaccettabile»

Lunedì 27 Aprile 2020
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Fase 2, protesta il mondo gay: «Congiunti sono un riferimento inaccettabile»
L'amore ai tempi del decreto anti-Covid. Le prescrizioni sulle visite concesse ai soli congiunti fa discutere. Fidanzati, affetti stabili, parentele, coppie arcobaleno. Si litiga sul termine. Le ultime disposizioni sulla "fase 2" stabilite dal decreto di Palazzo Chigi innescano fior di reazioni. Ed è guerra sul termine "congiunti" tra divieti e aperture.  
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Interviene l'Arcigay.
«Il fatto che l'allentamento delle restrizioni sulle relazioni sociali sia circoscritto alla definizione di congiunti. , che nei nostri codici è riferita inequivocabilmente alla dimensione formale della parentela, di sangue o acquisita, rappresenta un inedito e inaccettabile intervento dello Stato nella definizione della gerarchia degli affetti». Così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.

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Monica Cirinnà, senatrice del Partito democratico: «Condivido la prudenza del Governo nella scelta di graduare le aperture. Allo stesso tempo, non condivido la scelta di limitare le visite in sicurezza ai soli congiunti, perché non tiene conto della pluralità delle esperienze e degli affetti». «Esistono relazioni significative che vanno al di là dei legami giuridici e di sangue, e relazioni che attraversano i confini delle Regioni: penso innanzitutto alla situazione di alcune famiglie separate, alla condizione delle coppie non conviventi o delle famiglie arcobaleno non riconosciute, ma anche ai tanti legami di affetto tra persone sole, che vengono ignorati dal decreto», prosegue.

Gay Center. «Il Decreto Conte discrimina ancora una volta le persone Lesbiche, Gay, Bisex e Trans e non solo», interviene Fabrizio Marrazzo portavoce Gay Center. «Molti della nostra comunità sono spesso isolati dalle proprie famiglie e parenti, ed hanno costruito le proprie vite su una rete di amicizie che ha spesso sostituito e compensato gli affetti mancati dei propri familiari. Analogamente ciò avviene in molte famiglie basate su convivenze di fatto, ossia le cosiddette famiglie allargate. Inoltre, molto spesso le coppie lesbiche e gay non risultano sulla carta genitori di entrambi i figli, e pertanto non sono parenti dei rispettivi zii e nonni dei propri figli. Il nuovo decreto dà la possibilità solo ad alcuni di ripristinare la propria rete di affetti, ma non a buona parte della nostra comunità ed a quella parte della società che non rientra nelle logiche di parentela ottocentesche. 
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