Prendono in giro un disabile: «Porti sfortuna!». Due vigili indagati dalla Procura

Martedì 28 Maggio 2019
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Un video diffuso in una chat che ha fatto il giro del paese ha fatto scoppiare il caso: ma era da tempo che due vigili urbani di Maglie avevano preso di mira un disabile, diffondendo sue immagini accostate a oggetti come croci o bare per attribuirgli un ruolo da iettatore. I due vigili, di 53 e 52 anni, sono stati trasferiti ad altre mansioni e rischiano di peredere il posto di lavoro. Sono stati sottoposti a procedimento disciplinare ma sono anche indagati con le accuse di violenza privata, interruzione di pubblico servizio e istigazione al suicidio, poiché la vittima avrebbe detto di volersi uccidere dopo aver saputo che era diventato virale in chat un video delle molestie.

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 La procura di Lecce, che coordina le indagini dei carabinieri, ha inviato loro informazioni di garanzia. Il video - la notizia è stata riportata dal Nuovo Quotidiano di Puglia - è stato girato mentre i due erano in servizio. Le immagini mostrano i due agenti della municipale mentre raggiungono il disabile a pochi passi dall'area dove stazionano i mezzi della Polizia locale. Dalle immagini si vede che l'uomo - che ha un deficit cognitivo ed è disabile al 100% - è impaziente e nervoso perchè gli è stata tolta la ruota anteriore della bicicletta. I due vigili ridono e lo prendono in giro ed è evidente che sono stati loro a togliere la ruota. «Sei sicuro che sei venuto con la ruota?», scherza uno mentre l'altro riprende.

Poi uno dei due vigili urbani gli pizzica le natiche e, finalmente, dopo essere stati implorati più volte, i due decidono gli restituirgli la ruota che era stata nascosta in un'auto di servizio. La diffusione virale del video ha fatto partire le indagini e ai due agenti sono stati sequestrati tablet e computer, ma anche i telefonini. Nelle memorie di questi apparati ci sarebbero, infatti, le fotografie e le altre derisioni che erano state diffuse nel corso dei mesi passati. Secondo il sindaco di Maglie, Ernesto Toma, si tratta di «un fatto gravissimo», in particolare perché compiuto durante le ore di servizio. Per eventuali e più drastici provvedimenti disciplinari, si attenderà però l'esito dell'inchiesta penale in corso.

Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 22:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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