CORONAVIRUS

Coronavirus Italia, quarantena rispettata solo al Centro: al Nord e al Sud quasi il 50% delle persone si muove tutti i giorni

Mercoledì 1 Aprile 2020
Coronavirus Italia, quarantena rispettata solo al centro: al Nord e al Sud quasi il 50% delle persone si muove tutti i giorni

​Non tutti gli italiani stanno a casa come previsto dai decreti di restrizione anti coronavirus del governo. Lo dimostra un'indagine compiuta dall'Isfort, Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti: lo studio "Audimob - Stili e comportamenti di mobilità degli italiani" rileva che in oltre il 40% gli italiani hanno continuato a muoversi ogni giorno per lavoro o per ragioni di necessità. E questa percentuale non comprende quanti sono usciti di casa solo per prendere un po’ d’aria, passeggiare o fare attività motoria. Tra gli aspetti che colpiscono nei dati dell'Isfort c'è una marcata differenza di comportamento nelle diverse regioni d'Italia. In particolare si nota che le misure di contenimento sono state prese sul serio più dagli abitanti del Centro Italia che da quelli del Nord e del Sud. 

È vero che gli spostamenti più lunghi si sono ridotti. «Nei primi 15 giorni post-Dpcm - spiega Isfort - si è registrato un calo consistente del tasso di mobilità in senso stretto, che nella media nazionale si è quasi dimezzato scendendo dall'80% al 43%. In sostanza, il 37% in meno della popolazione ha effettuato in giornata spostamenti con mezzi motorizzati, in bicicletta o a piedi (in quest'ultimo caso solo se superiori ai 5 minuti)». Ma è l'Istituto stesso a rilevare che gli stessi dati possono essere letti in chiave opposta: «nonostante il regime di restrizioni, ancora il 40% abbondante dei cittadini è in media uscito di casa in giornata per fare almeno uno spostamento di non brevissima durata». E il calo del tasso di mobilità è stato accentuato nelle regioni del Centro Italia, dove soltanto  un cittadino su tre (il 33%) si muove per tragitti non brevi, mentre nel resto d'Italia gli abitanti che continuano a spostarsi sono quasi la metà (per la precisione il 46% nel Nord Ovest, il 45% nel Nord Est, il 46% nel Sud e nelle Isole).  

Si registrano comportamenti differenziati anche rispetto all'età. Il crollo del tasso di mobilità è stato evidente tra gli over 65, dove si è praticamente abbattuto dei tre quarti: nel corso di queste prime giornate di vigenza delle restrizioni alla mobilità meno del 15% dei cittadini di età 65-80 anni ha fatto almeno uno spostamento con mezzi motorizzati o a piedi superiori ai 5 minuti. La riduzione del tasso di mobilità è stato, inoltre, più che dimezzato, tra giovani e giovanissimi, dove è evidente l'impatto della chiusura delle scuole.

Il tasso di mobilità di prossimità, ovvero la quota di coloro che sono usciti di casa solo per tragitti a piedi molto brevi, cresce invece dal 10% al 18%, con variazioni più alte nel Nord-Ovest (+11%). E' chiaro che una parte della popolazione ha sostituito spostamenti più "strutturati" (con mezzi motorizzati e superiori a 5 minuti) con tragitti molto brevi a piedi; sono quelli che non sono andati a lavorare o a scuola, ma hanno comunque effettuato piccoli spostamenti per necessità. Non a caso la mobilità di prossimità è cresciuta di più nelle fasce attive della popolazione (fino a 64 anni) che hanno dovuto ridurre di più gli spostamenti ordinari per motivazioni di lavoro (o di studio). Infine, il tasso di mobilità allargato, ovvero la somma complessiva di quanti sono usciti di casa in giornata anche solo per brevissimi spostamenti, è diminuito in media di circa il 30%, passando dal 90% di inizio anno al 61% dei primi 15 giorni post-Dpcm.

Anche qui è da sottolineare che in ogni caso 6 italiani su 10 hanno effettuato in giornata spostamenti, in parte solo di brevissima durata, nel periodo iniziale di applicazione delle regole restrittive di mobilità. E in questa stima non sono inclusi quanti sono usciti di casa al solo scopo di passeggiare o fare attività motoria. Il calo del tasso di mobilità allargato è stato nettissimo nelle regioni del Centro (-42%), molto meno nel resto del Paese (-25% sia al Nord che al Sud e Isole). Guardando alle fasce di età, il tasso di mobilità allargato è diminuito soprattutto tra gli over 65 (più che dimezzato, passando dal 72% al 30%), mentre nelle classi centrali di età (30-65 anni) il decremento è stato più contenuto.

Ultimo aggiornamento: 19:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA