CORONAVIRUS

Coronavirus: fabbriche, bar, ristoranti e palestre: si parte il 27 aprile, chi riapre e chi no

Venerdì 24 Aprile 2020 di Simone Canettieri e Diodato Pirone
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Coronavirus: fabbriche, bar, ristoranti e palestre: si parte il 27 aprile, chi riapre e chi no

Il governo e l'Istituto Superiore di Sanità lo hanno detto in tutte le lingue: l'allentamento del lockdown non equivale ad un "tana liberi tutti". Insomma, non si tornerà di botto alla vita pre-Covid. Né potrebbe essere diversamente perché il coronavirus continua a circolare sia pure a velocità ridotta e dunque ora più che mai il comportamento di ognuno di noi può incidere sullo stato della nostra salute ma anche su quella dell'intera collettività. Si potrà uscire da casa non solo per fare la spesa per il semplice fatto che la pressione sugli ospedali è sostanzialmente finita. 

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Oggi in Italia sono occupati circa 2.200 posti di rianimazione da malati Covid mentre venti giorni fa eravamo a quota 4.000. Con questa inevitabile premessa il governo si appresta a imporre regole meno severe a patto che si rispettino le regole di base di questa emergenza sanitaria: stare sempre lontani almeno un metro da altre persone; lavarsi spesso le mani; tenere guanti e mascherine possibilmente all'aperto ma sempre in luoghi chiusi o quando si lavora o si sta in ambienti con altre persone. In ogni caso bisognerà rassegnarsi a evitare sempre gli assembramenti di qualunque genere.

Già, ma quale potrebbe essere il calendario delle prossime aperture?

L'abbandono del lockdown sarà graduale e scandito dai prossimi quattro lunedì.

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27 aprile
Il prossimo lunedì riapriranno molte fabbriche e - almeno questo sottolineano indiscrezioni attendibili - anche molti cantieri. Sul fronte industriale la Fiat, in accordo con i sindacati, farà tornare al lavoro circa 10.000 operai suddivisi in vari stabilimenti. In particolare saranno richiamati a lavorare poco più della metà dei 7.000 lavoratori della Sevel di Atessa, in provincia di Chieti. Si tratta della più grande fabbrica europea di furgoni (i Ducato, ma anche i cugini a marchio Peugeot e Citroen) che è rifornita di componenti da altre fabbriche dell'arcipelago Fiat come Cassino, Termoli e Pomigliano e da grandi stabilimenti di componentistica come la Marelli di Sulmona che fornisce sospensioni. Fiat riaprirà anche la linea di assemblaggio della 500 elettrica a Mirafiori e chiamerà altri 750 lavoratori a lavorare nella grande fabbrica di Melfi. Sempre il 27 dovrebbe aumentare il numero di dipendenti al lavoro di altre grandi imprese come Fincantieri. E' possibile che riaprano anche fabbriche di altre filiere come il tessile. In tutte le regioni dovrebbe essere consentito ai ristoranti di fornire pasti a domicilio, laddove possibile anche all'ora di pranzo.

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4 maggio
Per questo lunedì dovrebbe arrivare il via libera al ritorno al lavoro di tutto il settore industriale e dunque anche di tutta la meccanica e dell'industria del legno che sono due pilastri del made in Italy. Dovrebbero riaprire anche gran parte degli uffici pubblici e probabilmente le banche i cui sportelli al momento viaggiano al 50% delle ricettività. Per questa data è atteso il ripristino dei servizi normali dei trasporti pubblici anche se questo comparto avrà bisogno di una fase di assestamento per adattarsi alla nuova quantità di domanda.

11 maggio
Dovrebbero ricominciare a funzionare appieno le Poste, e riaprire alcuni comparti commerciali, la gran parte dei negozi e anche alcuni uffici di servizi privati come ad esempio le assicurazioni. 

18 maggio
E' possibile che venga autorizzato con regole molte severe anche il riavvio di bar, ristoranti e alberghi. Anche su questo fronte sarà impossibile un ritorno a breve delle vecchie regole. In sostanza sarà difficile che per alcune settimane i bar possano servire un caffé al bancone mentre dovrebbe essere facilitato l'aumento dei tavoli fuori dai locali. Anche per i ristoranti specialmente nelle prime settimane le regole di distanziamento saranno molto severe.

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Poi ci sono una serie di attività su cui pende ancora un grande punto interrogativo. Sulla riapertura delle palestre e dei centri di benessere, per esempio, continua a non circolare una data precisa. Troppi i dubbi della task force di Vittorio Colao: il rischio contagio è alto per queste attività. Così come indicato anche dai protocolli dell'Inail.
Allo stesso tempo, inoltre, non esiste una fase due per la riapertura delle discoteche. Un luogo che va di pari passo con gli stadi: dalla ripresa del campionato di calcio fino al ritorno dei concerti è impossibile, al momento, stabilire una data certa è un esercizio «molto complicato».
Non a caso sono ancora in bilico, e oggetto di scontro, anche i centri estivi per i bambini. Il presidente del Consiglio superiore della sanità Franco Locatelli ha detto che le famiglie per quest'anno «se li possono dimenticare». Affermazione che ha trovato il muro di Elena Bonetti, ministro della Famiglia: «Non sarà così».  

Ultimo aggiornamento: 26 Aprile, 15:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA