Il bimbo di Imperia, le botte e il giallo dei maltrattamenti. Il procuratore della Repubblica di Imperia interviene sul caso del bambino trovato in pericolo di vita per presunti maltrattamenti da parte del compagno della nonna affermando in un nota che «gli accertamenti sinora effettuati in ordine alla produzione delle più gravi lesioni riportate dal minore e che ne hanno determinato il pericolo di vita, non paiono ricondurre a condotte volontarie di percosse o maltrattamento».
Il procuratore aggiunge che «non sono escluse condotte lesive volontarie in epoca antecedente». Il procuratore di Imperia Alberto Lari spiega che per chiarire quanto accaduto al bimbo, che in un primo momento era apparso vittima di maltrattamenti da parte del compagno della nonna, «un apporto decisivo per l'accertamento dei fatti, com'è ampiamente prevedibile, potrà essere fornito dal minore, le cui condizioni di salute, per quanto nettamente migliorate, non consentono al momento di poterlo esaminare sui fatti stessi con quel grado di attendibilità, tendenzialmente scevra da qualsiasi tipo di condizionamento esterno, auspicabile».
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