Bestie di Satana, il racconto a 20 anni dagli omicidi: «Eravamo come dentro un film dell'orrore»

Venerdì 24 Aprile 2020 di Claudia Guasco
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MILANO Uno dei membri delle Bestie di Satana, Mario Maccione, ha raccontato: «Eravamo come dentro a un film dell’orrore. Sentivamo il bisogno di avere ognuno di noi un nome di battaglia, come si usa appunto in una banda, non in una setta. Si andava sempre più oltre, ci si spingeva sempre di più, non bastava più il drogarsi». Sono passati ventidue anni dai primi omicidi attribuiti al gruppo delle Bestie di Satana: il 17 gennaio 1998 furono uccisi Fabio Tollis e Chiara Marino, vittime accertate della setta come Mariangela Pezzotta, massacrata il 24 gennaio 2004, e Andrea Bontade, morto suicida 21 settembre 1998 spinto dal gruppo.

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IL CERO CHE BRUCIA
La terribile storia di sangue, plagi, riti esoterici inventati dai capi e omicidi posti come condizione per essere accettati viene disvelata la notte fra il 23 e il 24 gennaio 2004 quando a Golasecca, paesino del varesotto alle porte di Somma Lombardo, i carabinieri scoprono, nella serra di una villetta ai margini del bosco, il corpo con il viso sfigurato di Mariangela Pezzotta, 27 anni, figlia di un esponente di spicco di Forza Italia. Mariangela è stata colpita in pieno volto da una fucilata che l’ha sfigurata, poi gli assassini hanno infierito su di lei con badilate e a bastonate in testa. Nella camera da letto della casa gli investigatori trovano un grosso cero che brucia e, vicino al letto disfatto, una statuetta riconducibile a culti esoterici che i ragazzi chiamano «il militante». Quella stessa notte i carabinieri fermano un giovane con i jeans sporchi di sangue, in preda al delirio, che prende a calci le auto parcheggiate. È Andrea Volpe, che dice di essere stato aggredito da delinquenti insieme alla sua ragazza, Elisabetta Ballarin. Dopo l’arrestato, Volpe inizia a collaborare e incastra tutti gli altri membri delle Bestie di Satana. Racconta che per essere accolto nel gruppo, come hanno fatto i suoi predecessori, si è sottoposto a un rito di iniziazione: uccidere e bere il sangue delle vittima sacrificale. Che è Mariangela Pezzotta, la sua ex fidanzata.

CORPI MUMMIFICATI
Gli inquirenti seguono la pista del «satanismo acido», nel quale il culto del diavolo è solo la scusa per uno smodato uso di droghe e una violenza spinta oltre ogni limite. L’arresto di Volpe riporta così in primo piano la scomparsa di due frequentatori del suo gruppo, Fabio Tollis di 16 anni e Chiara Marino di 19. Sono svaniti nel nulla la sera del 17 gennaio 1998, l’ultima volta che sono stati visti era il pub metal Midnigth di Milano, noto come ritrovo di giovani satanisti. Poco prima di mezzanotte Fabio telefona al papà Michele e lo informa che non sarebbe tornato a casa: il padre sente una nota strana nella voce del figlio, gli chiede spiegazioni, lui però riattacca. Michele Tollis sale in macchina e si precipita al Midnigth per cercare il figlio, ma non lo rivedrà mai più: dopo la chiamata Fabio è salito in auto con Andrea Volpe e Nicola Sapone, seguito da un’altra vettura con a bordo Chiara Marino e Mario Maccione. Il 28 maggio 2004 i corpi di Mario e Chiara vengono trovati mummificati vicino a un cimitero, in una buca profonda due metri, scavata nei boschi di Somma Lombardo, a Golasecca.

LE CONDANNE
Per gli omicidi di Chiara Marino, Fabio Tollis e Mariangela Pezzotta, il 31 gennaio 2006 la Corte d’Assise di Busto Arsizio ha condannato Nicola Sapone a due ergastoli e all’isolamento diurno per tre anni; Paolo Leoni e Marco Zampollo a 26 anni, Elisabetta Ballarin a 24 anni e tre mesi ed Eros Monterosso a 24 anni. Nel giugno 2006, la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha ridotto la pena di trent’anni in primo grado a carico di Andrea Volpe a vent’anni di carcere, e a 12 anni e 8 mesi la pena di Pietro Guerrieri, in precedenza condannato a 16 anni. Dopo aver scontato sette anni e un periodo di prova in affidamento a una comunità di recupero, nel 2013 è stato definitivamente scarcerato. Il 15 maggio 2007 la Corte d’Assise d’Appello di Milano ha condannato Nicola Sapone a un doppio ergastolo e isolamento diurno per 18 mesi; Paolo Leoni all’ergastolo e isolamento diurno per 9 mesi; Elisabetta Ballarin a 23 anni di carcere (dal 2017 può soggiornare fuori dal carcere dopo una serie di permessi ottenuti per consentirle di terminare gli studi universitari); Eros Monterosso a 27 anni e 3 mesi e Marco Zampollo a 29 anni e 3 mesi. Il 25 ottobre 2007 la Cassazione ha confermato le condanne. Mario Maccione, dopo aver scontato 13 dei 19 anni e mezzo a cui era stato condannato nel 2007 dalla corte d’Appello di Brescia, viene scarcerato. Come scrive nelle motivazioni il gup di Busto Arsizio, Maria Greca Zoncu, che a febbraio 2005 ha condannato in primo grado con rito abbreviato Volpe e Guerrieri, le Bestie non erano un’associazione per delinquere ispirata al satanismo, ma solo un’aggregazione di «personalità deboli, immature, ineducate, sostanzialmente svantaggiate che hanno costruito un maldestro edificio nel quale albergare la loro assoluta povertà morale». Che ha lasciato una lunga scia di sangue nelle campagne di Somma Lombardo.

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