Renzi: «Niente tagli né aumento tasse. Crescita pil 0,7%, siamo prudenti»

Martedì 7 Aprile 2015
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«Non ci sono tagli e non c'è aumento delle tasse. Da quando siamo al governo l'operazione costante è di riduzione delle tasse». Lo ha detto il premier Matteo Renzi, al termine del Consiglio dei ministri che ha esaminato il Def (Documentodi economia e finanza). «Oggi abbiamo avviato l'esame preliminare del Def che sarà approvato venerdì», ha aggiunto Renzi. «Questo Def non è una manovra, che toglie i soldi dalle tasche degli italiani, ma sta in linea con la legge di stabilità».



«Nel 2015 riduciamo le tasse per 18 miliardi più i 3 di clausole che eliminiamo», ha sostenuto Renzi nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri. «Abbiamo disattivato 3 miliardi di clausole che avevano previsto i governi precedenti», ha proseguito il premier. «Le clausole di salvaguardia le abbiamo totalmente eliminate», ha aggiunto.



«Le tasse non aumenteranno, un'eventuale riduzione ci sarà nella legge di stabilità per il 2016, se saremo in condizione», ha continuato Renzi.



«Non ci saranno tagli alle prestazioni per i cittadini ma c'è bisogno che la macchina pubblica dimagrisca un po' e se i sacrifici li fanno i politici o salta qualche poltrona nei cda male non fa», ha detto ancora Renzi. «Incontriamo prima di venerdì i Comuni e se serve anche le Regioni ma ribadisco che non ci sono tagli per il 2015 ma che nel 2016, 2017, 2018 continui la revisione della spesa è un fatto banale».



«Le aspettative di un aumento delle tasse sono state disattese», ha poi sottolineato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. «Questo lo dico - ha aggiunto - perché in queste settimane e mesi c'è stato un tam tam dei media su un aumento delle tasse, e questo è semplicemente falso e che l'impegno del governo è credibile lo dimostrano gli 80 euro».



«Questo è un passo avanti di una strategia che continua», ha aggiunto il ministro, spiegando che il «taglio delle tasse permanente, il disinnescare le clausole in gran parte con la spending review e in parte con i crescenti benefici della crescita» aiuteranno l'economia. «Quindi se la crescita sarà migliore delle attese le clausole saranno disinnescate automaticamente», ha proseguito Padoan



La crescita 2015 «sarà allo 0,7%», ha poi precisato il premier, spiegando che il governo ha voluto essere «prudente». Padoan ha aggiunto che l'economia crescerà dell'1,4% nel 2016 e dell'1,5% nel 2017.



Dire che il bonus Irpef degli 80 euro abbia portato a un aumento delle tasse è «un controsenso per i cittadini», ha aggiunto il premier, ribadendo che il bonus è una misura «strutturale».



Le privatizzazioni, ha detto Padoan, frutteranno «in 4 anni 1,7-1,8 punti di Pil. Ora ci stiamo concentrando su Enel e Poste, ma ci sono anche altre voci come Ferrovie ed Enav. I tempi sono dominati dall'andamento dei mercati e dal tentativo di valorizzare al meglio le aziende di proprietà dello Stato»..



Il rapporto deficit/Pil dell'Italia sarà del 2,6% per quest'anno, dell'1,8% nel 2016, dello 0,8% nel 2017. Il debito pubblico invece si attesterà nel 2015 al 132,5% del Pil, scendendo nel 2016 al 130,9%, fino al 123,4% del 2018. «Nel 2018 la regola del debito sarà pienamente soddisfatta, l'incubo della montagna del debito che può attivare la ghigliottina delle regole sarà finalmente via», ha osservato ancora il ministro dell'Economia. «Se applicata domani - ha spiegato Padoan - la regola del debito varrebbe più di 2 punti di Pil».



«Def: Sulle tasse matteorenzi come sempre racconta balle. Qualcuno gli ricordi che nel 2014 la pressione fiscale è aumentata di un decimale». Lo scrive su Twitter Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. «Urgente: qualche giornalista presente in sala spieghi a matteorenzi cos'è pressione fiscale. In 2014 aumentata. Basta trucchi! Basta inganni!», ha poi aggiunto.



«Renzi: "Non ci sono tagli o aumenti di tasse. Da quando siamo al governo abbiamo ridotto le tasse". Mavaffanculo, bugiardo al servizio di Bruxelles». Lo scrive su Twitter e su Facebook il leader della Lega Matteo Salvini. «E l'aumento delle tasse sui conti correnti? E sui fondi pensione? E il raddoppio dell'Iva sul pellet da riscaldamento? E l'Imu sui terreni agricoli? - scrive - E le tasse sulla casa, dal 2011 addirittura triplicate? Dati Istat: nel 2014 Pressione fiscale record al 43.5%. Renzi e Alfano a casa! E l'Italia riparte».



«Purtroppo il governo con il Def illustrato oggi conferma la linea di finanza pubblica recessiva e iniqua in atto». Lo dice Stefano Fassina, del Pd. «Giusto disinnescare l'aumento dell'Iva, ma la previsione di ulteriori tagli al welfare locale per 10 miliardi porterà a un effetto negativo sul Pil finanche superiore a quanto si sarebbe verificato con gli aumenti di imposte - spiega il deputato del Pd -. In alternativa ai tagli al welfare locale, si dovrebbe utilizzare lo spazio sotto il vincolo del 3% del rapporto deficit e incominciare a riqualificare e riallocare la spesa, in particolare verso significative misure di contrasto alla povertà».



«10mld di tagli ai comuni? Fassina probabilmente legge i documenti che elaborava quando era viceministro. #defperfiaschi». Lo scrive Ernesto Carbone, della segreteria del Pd, su Twitter. Ultimo aggiornamento: 8 Aprile, 13:21

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