Papa e Putin per la terza volta a tu per tu, in agenda Ucraina, disarmo nucleare, Siria e questioni umanitarie

Giovedì 4 Luglio 2019 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - Quasi un'ora di colloquio a tu per tu nella biblioteca apostolica in presenza di due interpreti. «La conversazione si è soffermata sulla questione ecologica e su alcune tematiche dell’attualità internazionale, con particolare riferimento alla Siria, all’Ucraina e al Venezuela» hanno sintetizzato in Vaticano, diffondendo un comunicato di appena 12 righe, sulla visita del presidente russo, Vladimir Putin a Papa Francesco. 

Stamattina la speranza dei funzionari vaticani era che il presidente Putin non facesse come la volta precedente, quando si era fatto attendere con una buona ora di ritardo, cosa piuttosto usuale per lo Zar e cosa che si è ripresentata puntuale anche stavolta. Costringendo decine di persone ad attendere nel cortile di San Damaso l'ospite.

E' la terza visita di Putin a Papa Francesco. «Benvenuto presidente» gli ha detto il Papa sulla soglia del suo studio. Dopo il colloquio si sono scambiati i doni. Un film di Konchakowski dedicato a Michelangelo e una icona da parte russa. Una stampa del Settecendo e diversi documenti del pontificato, tra cui l'intesa con l'Islam siglata da Bergoglio ad Abu Dhabi a febbraio. NOn è stato fatto nessun cenno ad una visita del Papa a Mosca. I tempi non sono maturi. 

Nei giorni scorsi monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo a Mosca spiegava che si tratta della «continuazione di un dialogo iniziato già molto tempo fa». Sul tavolo del confronto non mancheranno argomenti di attualità, come il progresso della pace, il disarmo nucleare, della situazione in Ucraina, della salvaguardia del creato, la difesa dei cristiani in Medio Oriente.

La prima volta che il Papa e Putin si sono incontrati è stato nel novembre del 2013, il secondo poco meno di due anni dopo, il 10 giugno del 2015. La Santa Sede e la Federazione Russa hanno ristabilito pieni rapporti diplomatici nel 2009. Nel 1990 hanno riallacciato le relazioni bilaterali.  «Russia è una Nazione essenziale per la pace, che può permettere il raggiungimento di un obiettivo così importante. E poi il Papa è molto interessato alla pacificazione tra i popoli» spiega Pezzi a Vatican News aggiungendo che difficilmente Putin farà l'invito al pontefice per visitare la Russia per via delle relazioni con il Patriarcato di Mosca ancora subordinate ad un percorso comune di appeasement. Le ultime vicende legate all'Ucraina e all'autocefalia ortodossa non hanno di certo aiutato a creare un buon clima dentro il frastagliato e rissoso mondo cristiano.

«Deve essere soprattutto la realtà religiosa russa che si deve interessare ad avere come ospite il Papa. E fino a questo momento mi sembra che da parte della Chiesa ortodossa in Russia non ci sia un invito ufficiale. Quindi non penso che il Presidente russo possa fare di sua spontanea volontà un passo tale senza avere un chiaro sostegno da parte della Chiesa ortodossa» ha spiegato ancora Pezzi.

Papa Francesco e Vladimir Putin hanno discusso della situazione nel sud est dell'Ucraina e della «prospettiva, per la Chiesa cattolica, di avviare progetti umanitari nel Donbass», aveva anticipto il consigliere per la politica estera del Cremlino Yuri Ushakov alla vigilia della partenza del presidente russo per Roma.

Fra i temi in agenda del colloquio fra Putin e il Pontefice, anche la Siria, e in particolare la creazione veloce di infrastrutture civili, aiuti umanitari per le vittime della guerra e il ripristino dei siti sacri della cristianità. In agenda anche il dialogo fra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa Cattolica, «parte indispensabile delle nostre relazioni bilaterali». In occasione dell'incontro sarà firmato un memorandum di intesa fra il ministero della sanità russo e l'agenzia della sanità del Vaticano. 
 

Ultimo aggiornamento: 17:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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