PAPA FRANCESCO

Al Laterano apre una mostra russa sulle persecuzioni comuniste dalla Rivoluzione d'Ottobre in poi

Mercoledì 30 Maggio 2018 di Franca Giansoldati
Città del Vaticano – La difesa dei cristiani in Medio Oriente, importanti scambi culturali, esposizioni artistiche di alto livello e mostre sulle comuni radici religiose. Sono molteplici i segnali positivi del dialogo in corso tra Roma e la Chiesa di Mosca. L'ultimo passaggio riguarda una importante mostra russa che si apre al Palazzo del Laterano ed è interamente dedicata alle persecuzioni comuniste, ai nuovi martiri e ai confessori della Chiesa ortodossa. Fotografie dell'epoca dello Zar Nicola II, icone, immagini rarissime del periodo della persecuzione bolscevica e riproduzioni di documenti del Pcus costituiscono un percorso capace di offrire uno spaccato dell'oppressione antireligiosa, costata la vita a centinaia di migliaia di cristiani durante la Rivoluzione d'Ottobre e, successivamente, sotto l'Urss.

Ad inaugurarla sono il cardinale Gianfranco Ravasi e il metropolita Tikhon di Pskov, un uomo considerato molto vicino al presidente Putin. Il clima positivo nei rapporti tra i cattolici e gli ortodossi russi ha avuto un balzo dopo l’incontro tra il papa Francesco e il patriarca Kirill, in territorio 'neutro', a Cuba, nel 2016.

 All'origine della mostra c'è la ricorrenza del centenario della rivoluzione russa e del centenario della fucilazione di Nicola II e della sua famiglia, che per gli ortodossi è un santo martire. Da quel momento iniziarono le persecuzioni verso la Chiesa. Il colpo di stato dell'ottobre del 1917 ha, infatti, modificato in modo radicale la vita dei russi, dando tra l'altro il via alla politica di ostilità delle nuove autorità nei confronti della religione. Una persecuzione che si è protratta lungo tutta l'esistenza dell'Unione Sovietica.

Un pannello della mostra è dedicato alle persecuzioni dei bolscevichi verso la Chiesa Cattolica «che ha avuto anch'essa in Russia i suoi confessori e i suoi martiri, testimoni di Cristo anche fino alla morte». L'oppressione si è realizzata in forme diverse e con diversi livelli di intensità. Accanto alla propaganda di un ateismo militante, l'autorità comunista ha compiuto arresti e fucilazioni di massa. Ancora oggi è difficile quantificare il numero. Un gran numero di rappresentanti del clero e di laici, quasi tutto l'episcopato ha conosciuto la prigionia e la deportazione. Molti di loro sono stati distrutti fisicamente.

Questa esposizione è la prima nel suo genere fuori dai confini nazionali ed è costruita su un principio storico-cronologico, partendo dalla vigilia della rivoluzione, con gli avvenimenti fondamentali della storia nazionale ed ecclesiastica. I pannelli danno un'idea della vita pre-rivoluzionaria nel Paese, dell'inizio delle persecuzioni fino alla fine del periodo storico legato al passato comunista conclusosi con la canonizzazione dei nuovi martiri e confessori russi.

L'esposizione è allestita dal Consiglio Patriarcale per la Cultura e dal Fondo di assistenza per la conservazione dei valori cristiani con il contributo del Ministero della Cultura della Federazione Russa e in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e il Pontificio Consiglio della Cultura.

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