Laviola (PIA): “Il punto fermo sono le persone”

Laviola (PIA): Il punto fermo sono le persone
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Mercoledì 8 Settembre 2021, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 07:00

PIA, società italiana leader nella lavorazione del pomodoro che gestisce a Foggia il più grande sito industriale d’Europa per la trasformazione del prodotto, è un’azienda sostenibile 4.0 attenta al welfare delle persone. Intervista a Gianmarco Laviola – Amministratore Delegato Princes Industrie Alimentari

A distanza dal nostro ultimo confronto, quali sono stati i cambiamenti, se ce ne sono stati, in materia welfare?

In questo ultimo anno, non solo l’approccio da sempre seguito e la valorizzazione della persona non sono stati minimamente scalfiti ma sono stati addirittura rafforzati: la pandemia ci ha infatti confermato il valore aggiunto dalle persone. Princes fa parte di un gruppo con sede a Liverpool e, nel condividere le informazioni legate alla gestione del personale nel periodo più buio dell’emergenza sanitaria, i nostri soci si stupivano del dato relativo all’assenteismo, estremamente molto basso, al di sotto dell’1%. Pensavano che non fosse possibile, invece era la diretta conseguenza della nostra risposta alla crisi, cioè l’assunzione massiccia di personale, e la loro collaborazione. Non smetteremo mai di ringraziare i nostri lavoratori per i risultati raggiunti. In un orizzonte cangiante come questo attuale, in cui cambiano i parametri in continuazione, il punto fermo sono proprio, e devono restare, le persone. Quello che spesso sottolineo nei seminari cui partecipo è che se dieci anni fa potevamo fare un ten years plan ipotizzando un andamento di variabili esterne, adesso nessuno sarebbe più in grado di farlo. L’imprevedibilità non dovrebbe essere analizzata in base a elementi esterni ma interni, dovremmo pianificare se siamo in grado di avere una struttura dal personale adeguata a rispondere all’imprevedibile. I processi in termini di employer branding o in materia di risorse umane, in particolar modo il progetto di welfare aziendale, sono slittati temporalmente ma solo perché Princes ha atteso di entrare in un programma più ampio. Feel Good Hub è un’iniziativa legata non solo a PIA ma abbraccia una dimensione più ampia, finanziata al 100% dalla società con risorse aziendali. Questo progetto, sviluppato autonomamente in Italia, ha riscosso molto successo tanto da determinare un effetto escalation: si sta pensando infatti di creare piattaforme anche all’estero,

Quali sono state le strategie applicate da Princes per far fronte all’emergenza sanitaria in materia di salute e supporto alle famiglie?

La percentuale di assenteismo è frutto di un processo molto lungo di valorizzazione delle persone che passa attraverso aspetti gestionali e di empowerment della singola persona, del benessere del dipendente sia all’interno dell’azienda che all’esterno, abbiamo affinato poi un sistema di valutazione delle performance che prevede il coinvolgimento del dipendente nei singoli obiettivi. Obiettivi che non vengono calati dall’alto ma discussi dal dipendente stesso. Abbiamo infatti ricevuto segnalazione riguardo alcune fasce di persone che erano maggiormente esposte a situazioni particolari, soprattutto la popolazione femminile, la quale lavorando a casa incontrava più difficoltà. Per far fronte a queste situazioni sono stati sviluppati webinar aperti a tutti e relativi alla gestione dello smart working, consigli pratici per gestire le pause, dedicarsi a una sana alimentazione, a fare esercizi fisici in casa. Senza tuttavia interrompere tutte quelle iniziative che rafforzano il rapporto con l’azienda. Tra queste, Bimbi in Princes è volta a coinvolgere – al momento da remoto a causa della pandemia – i figli dei dipendenti attraverso attività ricreative ma anche formative legate a temi di grande rilievo per le persone. L’ultima edizione è stata dedicata per esempio al concetto di sicurezza.

Secondo il vostro piano, sono state inserite in azienda oltre 1,100 risorse umane per far fronte alle necessità della campagna. Con quali modalità avverranno queste assunzioni?

Assumiamo personale stagionale per le aree di produzione, agronomico, qualità e logistica. Abbiamo diversi canali attraverso i quali poter valutare le candidature; un indirizzo mail primariamente e da quattro anni, una corsia preferenziale con l’Università degli Studi di Foggia. Abbiamo trovato estremamente utile prendere parte all’inaugurazione dei nuovi corsi di laurea legati proprio alle necessità del territorio, partecipando inoltre ogni anno all’Open Day.

Quali sono le necessità che hanno portato Princes a dotarsi adesso di un agronomo e come questa figura si lega al welfare territoriale?

La figura dell’agronomo c’è sempre stata, quest’anno invece ogni cooperativa, a zone, possiede un agronomo di riferimento. Questa si è rivelata un passaggio vincente perché l’agronomo guida l’agricoltore nella realizzazione di un prodotto che faciliti agricoltore e industria. Si occupa di supplier service piuttosto che customer service, l’integrazione con la filiera aumenta il rapporto di fiducia ed è fondamentale a livello produttivo.

In merito alla recente implementazione dei progetti Ecofert e Trapview, è possibile parlare di agricoltura integrata? I costi e benefici della sostenibilità ambientale, quanto impattano sulla produzione?

Sicuramente è un’agricoltura integrata a 360° per la quale costi e benefici sono dei concetti fondamentali in ottica di sostenibilità. Il fine ultimo è la durata a lungo termine di una filiera produttiva e il miglioramento della qualità del prodotto finale. Ecofert ha l’obiettivo di ridurre il consumo di acqua per l’irrigazione sfruttando una tecnologia satellitare e determinando benefici aziendali ed economici. Trapview invece è un progetto nuovo sperimentato da due anni che ha l’obiettivo di aumentare la qualità del prodotto attraverso una riduzione dell’utilizzo dei pesticidi.

Lucia Medri

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