Neonato morto, medici aggrediti. Il primario: «Abbiamo fatto il possibile per salvarlo»

Mercoledì 28 Agosto 2019 di Marina Mingarelli
«Amore oggi è un giorno importantissimo per noi, sembra ieri che ti ho conosciuto, invece ad oggi è passato un anno e tra pochi giorni arriverà anche il piccolo Leonardo. Ti amo vita mia +1 di no». Queste le parole postate su Facebook il 19 agosto scorso da Emanuele, un ragazzo di 23 anni residente a Ceccano. Lui e la sua compagna, Alessia, stavano attendendo con trepidazione la nascita del loro primogenito, ma il neonato, che avrebbe dovuto chiamarsi Leonardo, è morto a seguito di alcune complicazioni, ora la vaglio della magistratura.
La tragedia è avvenuta domenica pomeriggio nel reparto di Ginecologia dell'ospedale Spaziani di Frosinone. Il primario Giancarlo Paradisi assicura: «È stato fatto tutto il possibile per salvare il bambino».

URLA E SPINTONI
Quando ai familiari è stato comunicato l'avvenuto decesso, ci sono stati alcuni momenti di tensione: i medici sarebbero stati aggrediti verbalmente e fisicamente. Solo l'arrivo dei carabinieri ha ristabilito la calma.
I familiari, tramite un parente, fanno sapere che è stata la reazione incontrollata di un papà affranto dal dolore.
Solo l'arrivo dei carabinieri ha ristabilito la calma. Immediata l'apertura dell'inchiesta e il sequestro della cartella clinica. Disposta anche l'esame autoptico per accertare le cause della morte.
La madre della puerpera, presente in sala parto, è stata ascoltata subito dopo i fatti dai militari dell'Arma.
La ragazza era stata ricoverata sabato perché le contrazioni si stavano facendo sempre più forti. Poi, domenica pomeriggio, intorno alle 16, dopo ore di travaglio, con un parto naturale, la ragazza ha dato alla luce il piccolo. È solo a questo punto che le condizioni cliniche del neonato, che avevano già registrato qualche anomalie, sono precipitate fino al decesso.
«Alessia - racconta una parente - in tutti i nove mesi di gestazione non ha avuto mai alcun problema di salute. È una ragazza sana attenta a tutto quello che faceva per evitare di poter far star male il suo bambino che aveva ancora in grembo. Qualcuno dovrà dare delle spiegazioni circa questo decesso. A me ancora non mi sembra vero che invece di attaccare sulla porta di casa il tradizionale fiocco celeste un'intera famiglia oggi è vestita a lutto».
Nel pomeriggio di ieri la dottoressa Daniela Lucidi ha effettuato l'esame autoptico sulla salma del neonato. Adesso bisognerà attendere sessanta giorni prima che vengano depositati i risultati dell'autopsia.

«DRAMMA INATTESO»
«È stato fatto tutto il possibile per salvare il neonato morto dopo il parto domenica - riferisce all'agenzia di stampa il primario di Ginecologia dell'ospedale di Frosinone, Giancarlo Paradisi -. La neonatologa ha messo in atto ogni procedura necessaria, purtroppo senza l'esito che avremmo voluto. È stato un dramma inatteso e inaspettato».
«La gravidanza era a termine e il parto si era svolto senza intoppi», spiega. Una volta nato il piccolo, però, «i suoi parametri vitali non erano eccellenti», continua Paradisi.
«In questi casi non c'è sempre un colpevole - precisa il medico- Purtroppo, anche se la mortalità infantile in Italia è fortunatamente molto bassa, resta un numero di casi incomprimibile. La nostra struttura, tra l'altro, ha dati di elevata sicurezza, con percentuali di mortalità più basse della media nazionale. Lavoro qui da 3 anni e, su oltre 3.500 parti, è la prima volta che accade un evento infausto».
I funerali con tutta probabilità verranno celebrati questa mattina a Ceccano.
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