Il prof. Fedele: «Cosa cè sotto il "patto
trasversale per la scienza"»

Domenica 13 Gennaio 2019
Lo " stetoscopio parlante ", blog del professor Francesco Fedele di Frosinone, direttore della Prima Cattedra di Cardiologia presso l'Università La Sapienza, affronta un tema di grande attualità: il patto trasversle per la scienza.
Un tema sul quale centinaia di studiosi ciociari, laziali e italiani,  si sono espressi in maniera trasversale.
Dice il prof. Fedele:
«Notizia recentissima è il “patto per la scienza” elaborato dal professor Roberto Burioni e dal professor Guido Silvestri, e sottoscritto da Matteo Renzi e Beppe Grillo, prevalentemente incentrato sulla lotta alla pseudo-scienza e/o alla pseudo-medicina. Ivan Cavicchi, docente di sociologia delle professioni sanitarie e filosofia della medicina presso l’Università di Tor Vergata, ha fatto riferimento al “truismo”, che definisce qualsiasi verità e valore ovvio e indiscutibile di cui appare superflua ogni spiegazione, per descrivere il contenuto di questo patto trasversale. Debbo dire che anch’io, leggendo i cinque punti del patto per la scienza, ho pensato ad una “tautologia” che in logica definisce una affermazione vera per definizione, quindi fondamentalmente irrilevante da un punto di vista informativo. A parte queste due impressioni relative al patto sulla scienza suscitate in due professori universitari di discipline differenti, desidero esprimere la condivisione con l’atteggiamento di Ivan Cavicchi che ribadisce l’importanza non tanto di un patto per la scienza ma piuttosto di un patto sul modo di intenderla e soprattutto sul modo di usarla.

Fondamentali integrazioni al patto già sottoscritto ritengo siano:

l’impegno delle forze politiche rivolto a favorire il dialogo tra scienza e società;
la consapevolezza che le evidenze scientifiche non sono solo quelle statistiche ma anche quelle esperienziali e pragmatiche. Evidenza non significa verità (se ci affidassimo esclusivamente all’evidenza, per esempio, del percorso del sole dall’alba al tramonto ancora continueremmo ad affermare che è il sole che gira attorno alla terra): tutte le evidenze di qualsiasi tipo devono essere garantite da risultati verificabili e sono da classificare come vere solo se funzionano;
l’impegno all’implementazione di programmi capillari di informazione sulla scienza non deve essere soltanto per la popolazione ma con la popolazione a partire dalla scuola dell’obbligo e coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori e ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità.

Come professori universitari dobbiamo fare una riflessione per non continuare a rimanere segregati nella nostra “torre d’avorio” con atteggiamenti autoritari che possono minare pericolosamente la fiducia delle persone nella medicina.

Sono fermamente convinto, e questo blog ne è la dimostrazione, che sempre più dobbiamo interagire con la popolazione con grande umiltà e attraverso una corretta e capillare informazione al fine di elevare il livello culturale medio fornendo adeguati strumenti per una appropriata valutazione critica e per riposizionare la scienza come conoscenza al servizio dell’umanità» conclude il prof. Fedele. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani