Un esperto di ecomafie alla guida della Procura di Frosinone, via libera del Csm al dottore Antonio Guerriero

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Pierfederico Pernarella
È stata una sfida all’ultimo voto e alla fine l’ha spuntata Antonio Rosario Luigi Guerriero. È quest’ultimo il nuovo procuratore della Repubblica di Frosinone. Lo ha deciso ieri il plenum del Consiglio superiore della magistratura (Csm).

Guerriero ha ottenuto 10 voti ed ha avuto la meglio per soli 3 voti su Adolfo Coletta, magistrato di lungo corso in Ciociaria e titolare delle più importanti inchieste svolte dagli anni di Tangentopoli. Coletta in quest’ultimo anno ha guidato la procura di Frosinone in qualità di facente funzioni al posto di Giuseppe De Falco dal luglio dello scorso anno passato alla guida della procura di Latina.

Per la nomina di procuratore di Frosinone erano state presentate 19 domande, tra queste quelle di Raffaele Cantone (che invece è finito a capo della procura di Perugia) e dell’altro magistrato anti-camorra Catello Maresca.

Tra i ciociari, di origine o adozione, che ambivano alla nomina, oltre a Coletta, anche il collega Vittorio Misiti, il sostituto procuratore generale Tonino Di Bona che per anni ha lavorato a Frosinone prima di passare alla Corte d’Appello e Claudio Di Ruzza. La corsa poi si era ristretta a due - Coletta e Guerriero - quando nello scorso febbraio le candidature sono passate al vaglio della V Commissione del Csm. Ieri la decisione sul filo di lana del plenum dove la nomina di Guerriero è stata sostenuta, in qualità di relatore, dall’ex pm di Mani Pulite, Piercamillo Davigo.

Guerriero, 66 anni, da circa un quarantennio in magistratura, è originario di Mugnano del Cardinale, paese in provincia di Avellino. Proprio qui, a Sant’Angelo dei Lombardi, nel 2007, ha ottenuto la prima nomina a procuratore. Poi è passato alla guida della Procura di Aversa e all Direzione distrettuale antimafia quindi a quella di Teramo dove ha ricoperto l’incarico negli ultimi cinque anni. Qui, tra le inchieste più importanti, si è occupato della contaminazione delle falde acquifere del Gran Sasso causata da uno sversamento dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. I reati contro l’ambiente sono un pallino della carriera di magistrato di Guerriero che, durante gli anni di servizio in Campania, si è occupato di ecomafie nella Terra di Fuochi, collaborando anche con la commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Una lunga esperienza che certamente gli tornerà utile ora che è alla guida della procura di Frosinone. Ultimo aggiornamento: 17 Settembre, 14:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche
caricamento