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Video hard per accusare il compagno di violenza, ma era una trappola: pasticcere prosciolto

La donna aveva architettato la messinscena per vendicarsi e il giudice non ha creduto alla sua denuncia

Video hard per accusare il compagno di violenza, ma era una trappola: pasticcere prosciolto
di Roberta Pugliesi
3 Minuti di Lettura
Sabato 9 Aprile 2022, 08:31

Era stato accusato di violenza sessuale dall'ex compagna che, come prova, aveva presentato un video hard che immortalava i due in un rapporto carnale apparentemente non consenziente. Ma non è bastato qualche timido "no, no, no" durante il rapporto sessuale a convincere il giudice del tribunale di Frosinone che ieri mattina ha prosciolto l'uomo. Quel filmino, che faceva acqua da tutte le parti, non era altro che una vendetta per non aver ottenuto le condizioni economiche per il mantenimento della loro bambina che lo scorso febbraio ha compiuto sei anni.

LA FUGA CON LA FIGLIA

Lui è titolare di un noto panificio e pasticceria di Castelliri. La donna nel gennaio del 2020 si è allontanata dall'Italia portando con sé anche la figlia minore senza l'autorizzazione ed all'insaputa del padre che poco dopo viene denunciato per violenza sessuale. Per lui un colpo durissimo, l'inizio di un incubo. In un primo momento la Procura decide per una richiesta di archiviazione contro la quale la donna si oppone producendo come prova un filmino che avrebbe dovuto inchiodare il compagno. Il gip chiede così il rinvio a giudizio dell'uomo assistito e difeso dagli avvocati Romina Macioce del foro di Frosinone e Filippo Paolini del foro di Avezzano.

FILMATO INATTENDIBILE

Il filmato in questione, realizzato in casa della coppia dall'accusatrice, ha avuto come effetto quello di evidenziare la scarsa credibilità della presunta vittima che simulava, come detto, un rapporto carnale apparentemente non consenziente e del tutto all'insaputa dell'ignaro compagno che mai avrebbe immaginato di essere ripreso da telecamere nascoste. Mentre i due, infatti, erano in rotta e non riuscivano a trovare l'accordo per il mantenimento della figlia continuavano comunque a vivere insieme e a condurre una esistenza tutto sommato normale. Ma solo in apparenza perché la donna tramava le spalle.

Il giudice, al termine dell'udienza che si è celebrata ieri mattina, ha vagliato la fondatezza dell'unica prova addotta giudicandola non attendibile e credibile ma frutto di premeditata e lucida messinscena da parte della signora che voleva di fatto solo vendicarsi nei confronti dell'ex convivente che non gli aveva concesso le condizioni economiche richieste.

DENUNCIA PER CALUNNIA

«Per me è finito un incubo - ha dichiarato il panettiere una volta appresa la notizia del proscioglimento -. Mi si è alleggerito il cuore. Il dolore però è lenito solo in parte perché da quando la mia ex compagna è fuggita in Romania insieme a mia figlia non ho avuto più possibilità di vedere o di parlare alla bambina che mi manca enormemente».

C'è da dire che il tribunale di Frosinone gli ha riconosciuto l'affidamento condiviso e diritto di visita che non riesce però ad esercitare non sapendo dove si trova esattamente sua figlia. L'uomo, attraverso i suoi legali Macioce e Paolini, formalizzerà denuncia per calunnia nei confronti dell'ex compagna che è stata già rinviata a giudizio dal tribunale di Frosinone per sottrazione internazionale di minore.
 

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