Alexia è "Quell'altra" parte di sè che ritorna senza maschere

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Alexia è “Quell’altra”. Titolo di un nuovo disco ma anche di un nuovo modo di essere. Un’artista che ritorna senza maschere, prese le distanze da se stessa e dal “successo ingombrante” che le aveva fatto collezionare dischi d'oro e di platino. Alexia è "Quell’altra" che arriva a cinquant’anni e a vent’anni di carriera, dopo avere avuto il coraggio di «scendere dal palco», da quel luogo che l’aveva super applaudita già dagli esordi con il singolo “Uh la la la” del 1997 (contenuto nel disco “Fan Club”) ma che, nel contempo, l’aveva «fatta sentire non adatta, piena di paure ed estraniata dal resto». 

Una vita artistica che passa per hit come “Gimme Love”, “Goodbye”, “Per dire di no” con il quale vinse nel 2003 il Festival di Sanremo. «Oggi riparto dalla mia famiglia, ovvero da quello che non avevo quando ero sotto i riflettori, dedita solo ed esclusivamente al lavoro. E torno, con tanta emozione, dopo essermi riconciliata con me», racconta al Nobu, ristorante di Giorgio Armani (luogo non causale visto che ha sposato il nipote dello stilista) spiegando il nuovo lavoro discografico che sta per uscire (dal 29 settembre), tredicesimo album di inediti in studio. «Ho semplicemente rinnovato la mia carta d'identità senza dimenticare il passato. Questo cambiamento non porterà nè a un cambio di nome, nè di colore di capelli - dice la cantante spezzina ridendo. - Faccio convivere dentro di me lavoro e affetti, diversamente da prima dove una parte mancava». 

Un ritorno con una produzione artistica autorevole: Mario Lavezzi («Lui ha saputo entrare nella mia testa e con lui rivivo i momenti belli della mia carriera», dice), che ha lavorato anche a quattro mani con Mogol in “Innamorati come mai”, una delle dieci tracce dell'album. Insieme a loro, collaborano alla stesura autori come come Zibba, Giuseppe Anastasi, Bungaro, Cesare Chiodo, Alberto De Rossi, Piero Simonetta, Piero Romitelli, Lorenzo Vizzini.

Pezzi tutti da ballare e da ascoltare, come “Beata gioventù” (che apre la tracklist dei dieci brani) e “Fragile Fermo immagine” che hanno anticipato l’uscita del disco; e poi, “Tu salvami ancora”, “La cura per me”, inno alla libertà individuale e di coppia. Chiude l'album la versione inglese del brano, "The good in your bad".

Il disco la porterà intanto in giro per gli in store (alla Feltrinelli di Roma, via Appia Nuova, il 2 ottobre): «Una cosa nuova per me. Prima non esisteva la presentazione del disco fatta così. Sono curiosa di scoprire come sarà e del contatto con il pubblico. Ho paura, ma non vedo l'ora». Seguirà un tour tutto ancora da delineare. E poi, il ritorno al Festival di Sanremo? «Sono sempre pronta. Mi piacerebbe. Sto cercando la canzone da portare. Claudio Baglioni ha tutte le capacità che servono». 

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