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Concita Borrelli

Principe Filippo, quel passo indietro che non fece Diana

Principe Filippo, quel passo indietro che non fece Diana
di Concita Borrelli
3 Minuti di Lettura
Sabato 10 Aprile 2021, 06:42 - Ultimo aggiornamento: 06:46

God save the Queen. Adesso più che mai perché quella bizzarra scacchiera inglese dove la regina è Re e il Re è solo un principe, reggeva anche e tanto sull'alta presenza di un uomo bello. Più bello di sua moglie e dei suoi figli. E dei suoi nipoti tutti. Sul silenzio verbale di un padre che ha cresciuto una famiglia di personaggi inquieti, forse ammansiti dal tempo. Senza perderli mai d'occhio. In apparenza più potenti e liberi di lui, probabilmente solo più viziati.

Sulla curiosità di un uomo privilegiato che alla Firm ha dato modernità e giusta attenzione al nuovo che avanza.
Sulla tempra tedesca che ne ha fatto un militare, a novant'anni insignito Lord High Admiral della Royal Navy.
Sulla mollezza greca che lo ha fatto indugiare in gaffe e battute.

Per favore, non si scriva per lui «Una vita in secondo piano». Non esiste il secondo piano a Buckingham Palace.
Una condizione del genere può essersela sentita addosso solo quella scappata di casa della Meghan Markle. Che scalpitava in carrozza e sul balcone. Durante le passeggiate di Famiglia e negli abbracci al marito.
Presso la Firm esistono ruoli e poltrone secolarmente assegnati.
Mai nessuno è stato accomodato sul sofà sbagliato come è capitato pochi giorni fa alla signora Ursula von Der Leyen ad Ankara.

Il marito


Il principe Filippo è stato il marito di Her Majesty. Davvero la sua metà. Davvero l'uomo della sua camera da letto. Del palco reale al teatro. La luce altera sullo sguardo basso di Lei per i dolori di famiglia. La barra mai persa davanti le empasse di famiglia.

Il principe Filippo non ha scelto nessun passo indietro. Ha camminato il suo di passo. Quello del principe consorte. Ciò che Diana non volle capire. E il passo di Filippo è stato un passo importante. Atletico. Elegante. Tanto diverso dal passo aristocratico sì, ma flemmatico, dell'intellettuale, eco-sostenibile futuro re d'Inghilterra, Carlo.
Lo si leggeva negli occhi della Regina, che regina lo è un po' di tutti noi, quanto fosse importante Filippo. Lo ha amato tanto. Gli ha sorriso sempre. E forse anche fulminato senza che nessuno se ne accorgesse. Lo ha amato e lo ha stimato. Gli ha affidato la comunicazione e l'incoronazione. La manutenzione dell'immagine e lo svelamento del web.

L'ha amato forse più di quanto lui abbia amato lei. Perché a noi commons piace immaginare che così bello Filippo abbia talvolta divagato. Bêtise...

Il principe non si è mosso dalla scacchiera. Una torre d'acciaio. Senza giocare nessuna partita. A lui il posto di vedetta e d'onore nel cuore di chi rappresenta e fa battere il cuore del Regno Unito, Elisabetta.
Lei che adesso piange e che non ci sarà mai dato vederla. Perché le lacrime per gli aristocratici sono più private degli scandali sessuali. Sono il tratto più intimo, la piega più fragile che mai il popolo dovrà cogliere. E quindi sarà che in questi giorni Elisabetta sosterrà gli Inglesi. Loro sì in lacrime. Per strada. Con fiori e candele stretti tra le mani. Liberi dal Covid ed orfani di padre.
 

 
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