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Luca Diotallevi
Luca Diotallevi

Ferragosto atipico/La festa dell’Assunta in questa estate troppo caotica

di Luca Diotallevi
4 Minuti di Lettura
Lunedì 15 Agosto 2022, 00:05 - Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 20:30

Un Ferragosto da record quello di oggi, senza dubbio. Non però, come eravamo abituati, per il numero dei turisti, la quantità dei consumi, le esagerazioni di vario genere, il caldo che fingendo definivamo insopportabile.
Alzi la mano chi ricorda un Ferragosto che sia stato, allo stesso tempo, di guerre (anche vicine), di inflazione a livelli dimenticati dai più vecchi e mai conosciuti dai più giovani, di clima impazzito e questa volta davvero anche letale (dati Istat) e, non bastasse, di campagna elettorale. Alzi la mano chi ricorda un Ferragosto del genere.


Già strano di suo, il Ferragosto, una festa al centro delle vacanze, quest’anno sembra davvero un assurdo. Una festa al quadrato (festa durante le feste) che arriva mentre intorno tutto toglie ogni voglia di festeggiare. Tuttavia, un vecchio legame aiuta il Ferragosto a resistere: calendario civile e usanze diffuse vi incastrano la solennità religiosa dell’Assunta. La Assunta è Maria, la madre di Gesù, al momento della morte accolta in Cielo con il suo corpo, sottratto così immediatamente alla corruzione. La Assunta è Maria, venerata dalla Chiesa indivisa del primo millennio come “terra del cielo”.


Con la festa della Assunta, la provocazione cristiana, o l’annuncio cristiano, se si preferisce, giunge ad uno dei suoi vertici più improbabili. Già il Gesù incontrato dopo Pasqua dalla Maddalena e dagli altri era sì risorto, ma aveva ancora sulla carne le ferite della crocefissione: preoccupante mescolanza di storia ed eternità. 


Ora, però, con Maria che irrompe in Cielo con il suo corpo umanissimo, siamo proprio oltre ogni limite. Non solo un Dio (per il sì di una donna) si sarebbe fatto di carne, ma una donna (quella di quel sì) con tutto il suo corpo irrompe presso Dio. Maria, due volte “terra del Cielo”: prima dà terra al Cielo e poi porta terra in Cielo.


La provocazione del 15 agosto è che in Cielo c’è già un po’ di terra e che in terra c’è non poco Cielo. Ogni idea di Cielo lindo e pinto è derisa; ogni idea di terra solida e chiusa su se stessa è irrisa. L’Assunzione è annuncio di un Cielo sporco di terra e di una terra venata di una vita più forte della morte. È annuncio che c’è del Cielo anche in ogni solco ed in ogni contraddizione della terra, che c’è del Cielo anche in ogni onda che solleva gli umili e abbatte i superbi, che c’è del Cielo anche in ogni spada che tiene divisi i poteri, che c’è del Cielo anche in ogni vento profumato che risveglia il desiderio, che c’è del Cielo anche in ogni carezza sincera. È annuncio che in Cielo ci sono gli occhi di una donna «da Dio diletti e venerati» (Dante, Paradiso, XXXIII, 40).


Sarà vero? Certo, se il Cielo è sporco di terra, la terra non diventerà mai un sarcofago chiuso. Se quella assurda provocazione della Assunta ha un fondo di verità, allora, anche in questo 15 agosto, far festa è legittima difesa, è una appropriata protesta contro tutto quanto di brutto e di orribile rende unico questo Ferragosto 2022, è una forma di invincibile resistenza e di coraggioso combattimento.


Oggi, in Italia, ben pochi bambini si chiamano Maria (lo 0,56% delle nate nel 2020, sempre dati Istat), o Mario (0,34% dei nati), segno evidente di una non grande attenzione a quella donna ed alla sua storia (nel 2020 le bambine cui è stato dato il nome di Assunta sono state in tutto 40, pari allo 0,02% delle nate.) 
Per la verità anche allora, in Galilea, luogo di confini, confusioni e mescolanze, poca attenzione si era prestata all’intelligenza, alla libertà, al coraggio sfacciato, alla forza e alla fedeltà di una ragazzetta di nome Maria. Se è vero che è successo, è stata Lei che per prima ha sporcato il Cielo di terra.

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