Usa, allarme S&P sull'economia: rischio recessione

Usa, allarme S&P sull'economia: rischio recessione
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Venerdì 16 Agosto 2019, 12:15 - Ultimo aggiornamento: 21:26

Il Giappone supera la Cina e diventa il maggiore creditore estero degli Stati Uniti. Un sorpasso che potrebbe segnalare l'intensificarsi della guerra commerciale fra Washington e Pechino. E che alimenta i timori sul possibile uso da parte della Cina dei Treasury come opzione nucleare per mettere pressione a Donald Trump in un momento delicato per l'Azienda America alle prese con il rischio recessione.

Un rischio che prende forma anche secondo l'agenzia di rating Standard & Poor's: le chance di un rallentamento
dell'economia americana sono salite al al 30-35% dal precedente 25-30%. E l'«allerta è elevata» fra l'imprevedibilità delle trattative commerciali e il deterioramento globale, mette in guardia S&P. I contatti fra Stati Uniti e Cina proseguono in vista dell'incontro in calendario in settembre a Washington. Ma un'intesa appare lontana, con le posizioni fra Washington e Pechino ancora distanti.

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americani avanzano scommettendo su nuovi aiuti da parte della banca centrale. Ulteriori indicazioni sulle prossime mosse di Jerome Powell sono attese la settimana prossima, quando il presidente della Fed interverrà a Jackson Hole, l'appuntamento annuale dei banchieri centrali fra le montagne del Wyoming. Gli analisti scommettono su un taglio dei tassi di interesse da un quarto di punto alla riunione del 17 e 18 settembre.

L'incognita della guerra commerciale è una delle variabili che la Fed considererà nelle sue decisioni di politica monetaria, senza dimenticare anche l'andamento dei rendimenti dei Treasury, che indica a gran voce una possibile recessione. E proprio sui titoli di stato americani, è il timore, potrebbe giocarsi la battaglia commerciale fra Stati Uniti e Cina. Il Giappone ha superato Pechino in giugno divenendo, per la prima volta dal maggio del 2017, il maggiore creditore estero americano con in portafoglio 1.120 miliardi di dollari di Treasury. Un sorpasso avvenuto nonostante la Cina abbia aumentato per la prima volta in quattro mesi gli acquisti di debito americani, saliti di 2,3 miliardi di dollari a 1.100 miliardi.

Il portafoglio di titoli americani in mano alla Cina è finito sotto la lente di ingrandimento nell'ambito della guerra commerciale fra i due paesi sulla scia delle speculazioni secondo le quali Pechino potrebbe rispondere ai dazi di Trump vendendo titoli di stato. Un timore che preoccupa per le sue possibili conseguenze, visto che è l'opzione nucleare che la Cina potrebbe giocarsi in una guerra a trecentosessanta gradi.

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