Gas russo all'Italia, stop alle forniture a Tarvisio: cosa significa e quali ripercussioni avrà sul prezzo

Per quanto riguarda il gas via gasdotto, forniture addizionali stanno già arrivando dall'Algeria, da dove l'Italia sta ricevendo picchi giornalieri di volumi per oltre 80 milioni di metri cubi

Gas, azzerate le forniture da Tarvisio: cosa significa e quali ripercussioni
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Sabato 1 Ottobre 2022, 17:00 - Ultimo aggiornamento: 19:52

Gas, stop alle forniture di metano russo all'Italia attraverso la conduttura che passa da Tarvisio. «Gazprom - sottolinea l'Eni - ha comunicato che non è in grado di confermare i volumi di gas richiesti per oggi, considerato che non è possibile fornire gas attraverso l'Austria». 

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La fornitura

L'offerta di gas russo rispetto a quella complessiva a disposizione dell'Italia era tuttavia ormai inferiore al 10% del totale. La sospensione delle forniture da Tarvisio non cambiano quindi al momento la situazione in modo significativo. Quando le forniture arrivavano a pieno regime, prima delle guerra in Ucraina, il gas di Mosca pesava invece per oltre il 30% sul totale dei consumi italiani (circa 70 miliardi di metri cubi l'anno). 

Il gasdotto che passa da Tarvisio, al confine con l'Austria e la Slovenia, è il Trans Austria Gas lungo circa 380 kilometri e trasporta metano proveniente dalla russia dal confine Slovacchia - Austria nel sud fino in Italia.

Il piano

Il piano portato avanti da Eni di potenziamento e diversificazione delle forniture di gas verso l'Italia permetterà di sostituire progressivamente gli oltre 20 miliardi di metri cubi all'anno di volumi di gas importati da Mosca fino allo scorso anno dal gruppo. Per quanto riguarda il gas via gasdotto, forniture addizionali stanno già arrivando dall'Algeria, da dove l'Italia sta ricevendo picchi giornalieri di volumi per oltre 80 milioni di metri cubi. Dal paese del Nord Africa arriveranno progressivamente 6 miliardi di metri cubi addizionali da qui al prossimo anno, che raggiungeranno i 9 miliardi tra il 2023 e il 2024, raddoppiando l'import di Eni dall'Algeria da 9 a 18 miliardi di metri cubi all'anno a regime nel 2024.

 

I rigassificatori

Questo inverno l'Italia potrà poi contare su circa 4 miliardi di metri cubi addizionali dal nord Europa e sulle prime forniture addizionali di Gnl (gas naturale liquefatto) in particolare dall'Egitto. Dalla prossima primavera, inoltre, inizierà ad arrivare in modo importante tutto il gas naturale liquefatto addizionale, che verrà immesso sulla rete italiana attraverso i rigassificatori, da paesi come Egitto, Qatar, Congo, Angola e Nigeria, per complessivi 4 miliardi nel 2023 e 7 miliardi nel 2024. Cifra destinata a salire ulteriormente. In sostanza, circa 10 miliardi di metri cubi addizionali saranno disponibili già questo inverno (oltre il 50% del gas russo nel portafoglio Eni), si supereranno i 17 miliardi di metri cubi addizionali tra il 2023 e 2024 (circa 80%), per poi raggiungere i 22 miliardi nell'inverno 2024-2025 (surplus rispetto al gas russo), con il peso del Gnl che progressivamente aumenterà. 

Le riserve

Continuano intanto le iniezioni di gas negli stoccaggi italiani. Il livello di riempimento degli stoccaggi in Italia si attesta a oltre il 90% (90,25% al 28 settembre) contro 88,25% come media Ue.

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