Risparmio, italiani risparmiatori ma non ancora fuori dalle difficoltà

Risparmio, italiani risparmiatori ma non ancora fuori dalle difficoltà
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 20 Ottobre 2021, 16:00

(Teleborsa) - Italiani meno preoccupati dalla pandemia e più concentrati sul futuro del Paese, ma non ancora fuori da guado delle difficoltà che hanno accompagnato l'emergenza sanitaria, ad esempio sotto il profilo economico e lavorativo. E' quanto emerge dall'indagine annuale "Gli Italiani e il Risparmio", realizzata da ACRI insieme a Ipsos in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio.

A questo proposito, il Presidente dell'ACRI Francesco Profumo ha parlato di una "polarizzazione" della società italiana che ha "radici antiche" ed " è stata acuita dalla crisi economica e sociale innescata dalla pandemia". "Chi riusciva ad accumulare risparmi prima della crisi ha continuato a farlo in maniera crescente anche in anni di incertezza e chiusure di attività. - ha spiegato - Chi è andato in crisi non riesce a risalire".

L'indagine dell'Ipsos, presentata dal Presidente Nando Pagnoncelli, ha rivelato un contesto in miglioramento rispetto a 12 mesi fa: il senso di pericolo e minaccia derivante dal Covid si è notevolmente ridotto, per quanto ancora presente, e almeno 1 italiano su 2 (54%) ritiene che il peggio sia alle spalle o che l'emergenza sanitaria abbia una fine sempre più prossima.

L'attenzione degli italiani torna dunque su dinamiche, progetti, preoccupazioni di matrice economica, in un orizzonte esteso al medio termine. L'effetto "rimbalzo" dell'economia è chiaramente visibile sull'andamento della fiducia per il clima economico, in parte stemperata da una certa cautela sulla fiducia per il clima personale.

La spaccatura della società italiana è visibile soprattutto se si considera la situazione economica personale che mostra due volti degli italiani: da un lato c'è un'ampia quota di italiani in grado di mantenere il tenore di vita (38%) o con una situazione economica in miglioramento (13%), dall'altro una quota non trascurabile di persone prossima ad esaurire le risorse a propria disposizione (il 49%), che ha fronteggiato difficoltà o rinunce (39%) e mostra un quadro in peggioramento (10%). A causa di questa situazione resta alta la percentuale di italiani che sono riusciti ad accumulare risparmi negli ultimi 12 mesi e che lo hanno fatto con tranquillità (45%), ma è tornato a salire anche il numero di famiglie che ha fatto ricorso a risorse proprie o a prestiti (19% dal 16% del 2020).

Guardando alle prospettive future, gli aiuti europei e il PNRR, da un lato, e le misure predisposte dal governo dall'altro, hanno spinto in alto la quota di italiani (40%) che intravede prospettive di miglioramento per l'Italia e l'Europa nei prossimi anni.

Emerge anche una maggiore consapevolezza del legame esistente tra risparmio privato e sviluppo sociale e civile del Paese (il 79% degli italiani ritiene che sia fondamentale o importante da 77% nel 2020). Le direttrici di questo legame riguardano : la formazione come mezzo per creare occasioni per la realizzazione professionale dei giovani e per riqualificare i lavoratori spiazzati dal cambiamento di scenario (61%); il welfare per sostenere le fasce più deboli della popolazione e ridurre il rischio di esclusione (62%); la competitività orientata a modelli di sviluppo sostenibili da un punto di vista ambientale, sociale, organizzativo (64%).

È quindi forte e condivisa la necessità di un modello inclusivo che "non lasci indietro nessuno" nel recupero sociale: abbiamo visto, infatti, come l'uscita dall'emergenza sanitaria rischi di allargare la forbice tra chi sta meglio e chi invece è in difficoltà. In questo contesto ha una presa crescente il ruolo del non profit (per il 53% è fondamentale o importante) e, più in generale, dei corpi intermedi (per il 39% è fondamentale o importante), che aiutano a intercettare le criticità e a trovare soluzioni per affrontare i problemi di oggi e scongiurare quelli che verranno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA