Rapporto Export, SACE: al via i Roadshow digitali per le imprese

Lunedì 26 Ottobre 2020

(Teleborsa) - Le prospettive per il settore delle infrastrutture ma anche i mercati e le strategie su cui puntare affinché questo comparto, fondamentale per l'economia e la competitività del Paese, possa intraprendere un cammino di ripartenza. All'interno dell'attuale scenario caratterizzato da incertezza sull'evoluzione della crisi Covid-19, complessità strutturali e criticità ereditate dal 2019, sono stati questi i temi al centro
della prima tappa del Roadshow digitale di Sace. Quello di oggi dedicato alle infrastrutture è il primo di una serie di appuntamenti volti ad analizzare prospettive, opportunità e strumenti per i settori trainanti dell'economia nazionale e le loro filiere. All'evento, organizzato da Sace in collaborazione con Class Cnbc e condotto dal direttore Andrea Cabrini, è stato presentato l'ultimo Rapporto Export di Sace "Open Again".

Nonostante la persistenza di diverse complessità nello scenario e lo shock Covid-19 che impatterà sulla performance dell'anno in corso, il Rapporto delinea un quadro di ripartenza a partire dal 2021 per le esportazioni italiane con un focus particolare sul settore delle infrastrutture. Un comparto, quest'ultimo, che con la sua amplissima filiera rappresenta un universo di imprese con, nel 2019, 26 miliardi di euro di esportazioni verso il mondo, oltre alle sinergie che si traducono in ulteriori impatti positivi per altri settori.

"Negli ultimi due anni abbiamo focalizzato sempre più la nostra operatività a sostegno delle aziende su un approccio di filiera – ha dichiarato Simonetta Acri, chief mid market officer di Sace –. Lo abbiamo fatto sia garantendo progetti e investimenti esteri di grandi imprese che trainano la propria filiera oltreconfine sia intervenendo a sostegno di quelle pmi che costituiscono l'ossatura della filiera e ne determinano il successo con prodotti e tecnologie di eccellenza. Con l'appuntamento di oggi apriamo un confronto sugli strumenti per massimizzare in questa direzione il nostro ruolo a beneficio di tutto il tessuto imprenditoriale. E partiamo dall'esperienza di un comparto ad altissimo potenziale per l'export, oltre che strategico per la competitività della nostra economia, quale quello delle infrastrutture".

Al centro dell'evento, il punto di vista delle imprese della filiera e delle associazioni di categoria, con gli interventi, introdotti da Simona Vultaggio, specialist business promotion di Sace, di Federico Ghella, vice presidente di Ghella e vice presidente Ance; Monica Mottola, commercial chief officer di Sereco; Chiara Faresin, direttore esecutivo di Faresin Formwork; Flavio Marabelli, presidente onorario di Confindustria Marmomacchine; e Maria Rosaria Fragasso di Confindustria Anie; e Yeliz Tufekcioglu, head of european region Rete Internazionale di Sace.

PROSPETTIVE E MERCATI DI OPPORTUNITÀ – Pur restando maggiormente legate ai mercati dell'Area Ue vi sono opportunità da cogliere in diversi mercati emergenti che, particolarmente in questa fase complessa, potrebbero migliorare il mix di riferimento del comparto. Tra questi il Rapporto, per il comparto infrastrutture, prende in esame Emirati Arabi Uniti, Messico, e Africa sub-sahariana. Per quanto riguarda gli Emirati, nonostante le difficoltà nell'anno in corso legate sia all'andamento del prezzo degli idrocarburi sia alle forti limitazioni al turismo, il Rapporto sottolinea come non vi sia stato uno stop degli investimenti nel comparto delle infrastrutture. Tra le opportunità più immediate, quelle connesse all'Esposizione Universale di Dubai, posticipato ad ottobre 2021, per la quale sono attesi 25 milioni di visitatori. Anche in Messico l'impulso allo sviluppo infrastrutturale giocherà un ruolo chiave per il rilancio dell'economia post-Covid 19. Obiettivo del Governo messicano in questa direzione è – spiega Sace – "risvegliare" anche gli investimenti privati, stagnanti negli ultimi anni. Nel dettaglio il Plan Nacional de Infraestructura 2020-2024 presentato dal governo Obrador a novembre scorso, ha un valore complessivo di 44,3 miliardi di dollari, di cui fino all'80% dovrebbe provenire dal settore privato. Sono previsti 147 progetti su tutto il territorio nazionale nel settore dei trasporti, del turismo, delle telecomunicazioni e del trattamento delle acque reflue: di questi, 39 partiranno già nei prossimi mesi, il resto nella seconda parte del mandato. Qui – evidenzia il Rapporto – le aziende italiane sono anche agevolate dal nuovo accordo di libero scambio firmato con l'Ue che amplierà la possibilità delle imprese di partecipare ad appalti pubblici e anche al procurement al livello sub-federale. Nuova centralità degli investimenti in infrastrutture anche in Africa sub-sahariana, in particolare in quei Paesi – come Ghana e Senegal – che stanno puntando a un riposizionamento all'interno delle Catene Globali del Valore per non essere solo meri fornitori di materie prime ma anche di produzioni a maggior valore aggiunto.

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