Gentiloni, da crisi conseguenze per tempo "piuttosto prolungato"

Martedì 17 Novembre 2020
Gentiloni, da crisi conseguenze per tempo "piuttosto prolungato"

(Teleborsa) - Sul quadro della crisi pandemica in Europa "una cosa è chiara: l'impatto è stato molto violento ma il recupero sarà piuttosto graduale. Noi non immaginiamo una crisi a V". Lo ha detto il Commmissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, durante una audizione alle commissioni Finanze e UE della Camera.

Come forma della ripresa "qualcuno ha ipotizzato una radice quadrata" ha notato l'eurocommissario. Il terzo trimestre è andato molto bene la la situazione attuale nel quarto "è difficile e l'insieme dell'area euro non arriverà a fine 2022 agli stessi livelli di PIL del 2019. Di fronte a una crisi che lascerà conseguenze per un tempo piuttosto prolungato, la qualità dei piani di rilancio e l'evitare ritardi sono obiettivi dai quali non ci possiamo sottrarre".

"Ci stiamo preparando - ha aggiunto - a esonerare completamente dall'IVA i vaccini, almeno fino a quando l'OMS non dichiarerà finita la pandemia".

"Le banche italiane sono arrivate in questa crisi in condizioni più forti" di quelle che avevano nella crisi precedente. Inoltre hanno potuto beneficiare di misure generalizzate, come le moratorie", ha detto osservando che l'interrogativo sul prolungare le moratorie è "un interrogativo più che legittimo". Gentiloni ha infine voluto ricordare che alla presidenza del Consiglio di Vigilanza sulle banche della BCE (SSM), ci sta "un funzionario di grandissima qualità, in riferimento a Andrea Enria.

Quanto poi al veto di ieri di due Paesi, Polonia e Ungheria, sul nuovo bilancio pluriennale dell'Unione europea e sul Recovery fund "è un problema di cui bisognerà farsi carico molto rapidamente e con determinazione", ha detto l'Eurocommissario aggiungendo che "a questo punto io un po' di preoccupazione ce l'ho anche se penso che alla fine questi veti verranno superati".

Gli ultimi mesi mostrano poi come sia "assolutamente necessario" procedere verso una digital tax, una tassazione sui giganti digitali globali, ha detto Gentiloni nel ribadire che la cosa migliore sarebbe una soluzione globale, ma che in assenza di questa entro il primo semestre 2021 l'esecutivo Ue procederà ad una proposta di Digital tax europea.

"Credo che quindi - ha proseguito - che sia assolutamente necessario, e noi ci siamo impegnati a farlo, che entro il primo semestre del prossimo anno, se non si arriva a intesa globale, che la commissione avanzi la proposta di una digital tax europea".

Questo proposito è stato di fatto oggetto già di un rinvio di sei mesi, dato che in precedenza la proposta Ue avrebbe dovuto essere avanzata se l'eventuale accordo globale non fosse arrivato per fine 2020. "E' chiaro che una soluzione e globale sarebbe la più ragionevole, ma è anche chiaro - ha concluso Gentiloni - che la proliferazione di tassazioni nazionali sarebbe la più irragionevole".

Infine, una precisazione. "Mai proposto la reintroduzione dell'IMU sulla prima casa, non fa più parte del pacchetto" di raccomandazioni Ue all'Italia "e certamente non è mai venuta dal sottoscritto"

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