Banche, lo stress test Day è arrivato

Venerdì 2 Novembre 2018
(Teleborsa) - Lo stress test Day è arrivato. Oggi, 2 novembre 2018 alle 18.00, e a due anni dalle ultime rilevazioni, l'European Banking Authority (EBA) alzerà il velo sui risultati dei test condotti sulle principali banche europee per conoscerne lo stato di salute e la capacità di resistere ad eventuali shock economici e/o finanziari.

Secondo S&P Global Ratings quest'anno la prova è stata più severa, anche se non dovrebbero emergere particolari criticità. Al massimo, spiegano gli analisti, potrebbe essere avviato qualche aumento di capitale precauzionale.

Gli stress test sono stati avviati lo scorso 31 gennaio su 48 banche europee, di cui 33 appartenenti a Paesi sotto la giurisdizione del Single supervisory mechanism (SSM), la vigilanza della Banca Centrale Europea. Tali banche, spiega l'EBA, coprono circa il 70% del totale delle attività del settore bancario dell'Area euro, degli Stati membri dell'Unione Europea e della Norvegia. L'edizione 2018 incorpora per la prima volta l'adozione degli standard di bilancio Ifrs9, a regime dal 2018, che sostituisce la Ias39. I nuovi standard sono volti a stimare le perdite attese, non solo quelle realizzate, in capo agli attivi delle banche.

Quanto agli scenari macroeconomici di riferimento per lo svolgimento dei test, quello di base è in linea con le previsioni rilasciate a dicembre dalla Banca Centrale Europea mentre lo scenario avverso presuppone il concretizzarsi di quattro rischi sistemici, considerati attualmente come le minacce più rilevanti per la stabilità del settore bancario dell'UE.

Tali rischi sono:

- Ripresa improvvisa e considerevole dei premi di rischio sui mercati finanziari globali, cosa che determinerebbe un inasprimento delle condizioni finanziarie anche in Europa;

- Indebolimento della redditività bancaria dovuto al declino dell'attività economica nell'Unione europea. Tale feedback negativo riguarderebbe soprattutto le banche dei Paesi che affrontano sfide strutturali nel loro settore bancario;

- Preoccupazioni sulla sostenibilità del debito pubblico e privato tra potenziali riprezzamenti dei premi di rischio e maggiore incertezza politica;

- Rischi di liquidità nel settore finanziario non bancario con potenziali ricadute sul più ampio sistema finanziario.

Nello scenario avverso viene ipotizzato per l'UE un PIL in calo dell'1,2% e del 2,2% rispettivamente nel 2018 e nel 2019, e in crescita dello 0,7% nel 2020. Il calo cumulato nel triennio risulta pertanto del 2,7%.

La disoccupazione è vista al 9,7% nel 2020, l'inflazione cumulata (dunque sempre relativa al triennio) è indicata all'1,7%. I prezzi delle abitazioni residenziali e degli immobili commerciali, infine, sono visti in calo rispettivamente del 19,1% e del 20%.

Le banche italiane oggetto degli stress test sono Banco BPM, Intesa Sanpaolo, UniCredit e UBI Banca.

Contemporaneamente la Banca Centrale Europea ha condotto test simili sulle banche sotto la propria diretta giurisdizione ma l'esito sarà comunicato solamente alle dirette interessate. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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