«Le 4 banche non dovevano fallire». Corte Ue smentisce Bruxelles. Patuelli (Abi): «Ora risarcire i risparmiatori»

«Le 4 banche non dovevano fallire». Corte Ue smentisce Bruxelles. Patuelli (Abi): «Ora risarcire i risparmiatori»
di Umberto Mancini
2 Minuti di Lettura
Martedì 2 Marzo 2021, 12:51 - Ultimo aggiornamento: 3 Marzo, 10:50

Non dovevano fallire le quattro banche italiane messe in croce dalla Commissione europea che ne ha impedito il salvataggio attraverso le risorse messe a disposizione dal Fondo interbancario italiano. Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti potevano insomma salvarsi, evitando i gravi danni provocati al sistema bancario italiano (il costo viene stimato in circa 60 miliardi) e almeno 150mila piccoli risparmiatori. I quali ora potranno chiedere, insieme alle procedure degli istituti liquidati, i danni alla Commissione europea. Ne dà notizia il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, annunciando che la Corte di Giustizia europea ha definitivamente sentenziato.

Le parole di Pautelli

«Grande soddisfazione» esprime infatti Patuelli per la decisione della Corte riunita in “Grande Sezione”, che ha respinto l’impugnazione della Commissione Europea contro la sentenza del 19 marzo 2019 del Tribunale Europeo che già aveva giudicato erronea ed annullato la decisione della Commissione Europea di ritenere aiuto di Stato l’intervento predisposto nel 2014 dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per il salvataggio di Banca Tercas. «La Corte - scrive Patuelli - ha ora definitivamente accertato un errore di diritto della precedente Commissione europea sul caso Tercas». Il banchiere osserva che i giudici dell’Alta Corte hanno dichiarato legittimo l’intervento del Fondo interbancario su Banca Tercas per cui legittimo sarebbe stato anche l’intervento sulle quattro banche poi fallite: un intervento che invece venne bloccato dalla Commissione decretando la fine degli istituti. Ora il presidente dei banchieri italiani chiede «che i risparmiatori danneggiati e le banche concorrenti italiane vengano adeguatamente e tempestivamente risarcite per i gravi danni subiti per l’errore di diritto compiuto dalla precedente Commissione Europea».

© RIPRODUZIONE RISERVATA