Banche, si indagherà anche sulla Bce

Giovedì 12 Gennaio 2017 di Roberta Amoruso
Avrà una doppia missione la Commissione d'inchiesta sulle crisi bancarie che ha già incassato il via libera della Camera, ma anche l'ok, ieri, alla procedura d'urgenza per i 13 ddl sulle banche all'esame della Commissione Finanze del Senato. Mettere a nudo le responsabilità di certe crisi bancarie, tra amministratori, controllori e vigilanti (anche a livello Ue evidentemente) oltre ai debitori insolventi, ma anche individuare gli strumenti ad hoc per evitare che certe crisi si ripetano. Ecco perché la stretta sui controlli e sulla vigilanza sarà il secondo pilastro della Commissione bicamerale: sarà dunque da capire, spiegano in Parlamento, come rafforzare i poteri di Consob e Bankitalia. E farlo in un contesto in cui la vigilanza bancaria è ormai affidata alla Bce, non sarà un'impresa facile. Aumentare la potestà di controllo e di intervento di Bankitalia è un tema da tempo caro al governatore di Via Nazionale, Ignazio Visco, si sa, ma come questo si possa inquadrare nel quadro delle regole Ue, è tutto da vedere.
C'è poi un altro tema caldo evidenziato nei lavori dell'indagine conoscitiva ancora aperta in Commissione Finanze del Senato: se da una parte sul fronte Consob si deve agire elevando il livello della «trasparenza» sul mercato, nello stesso tempo deve essere alzata l'asticella della «riservatezza» da parte della Vigilanza, si dice, e quindi anche da parte della Bce. Come dire: va bene più trasparenza, ma troppa pubblicità, snocciolare periodicamente troppi dettagli da parte della Vigilanza sui problemi delle banche, può aggravare la situazione (come ha fatto) più che indicare la via della guarigione. Per essere più espliciti e per fare riferimento agli ultimi mesi: quanto ha danneggiato Mps tanta pubblicità per ogni richiesta dettagliata della Bce? E tutti gli spifferi arrivati da Bruxelles sugli stress test? E' evidente che ormai le regole bancarie sono europee e dunque in questi confini si dovrà muovere anche la Commissione sulle banche. Tutto dipenderà da quanto l'organismo bicamerale deciderà di andare a fondo. Ma è bene ricordare che quanto alle indagini una Commissione d'inchiesta ha poteri forti, equiparabili a quelli della magistratura, e dunque capaci anche di rendere noti dossier altrimenti sotto chiave. Anche a Bruxelles.
Per lo stesso motivo la Commissione avrà mano libera, se vorrà, anche per indagare nella famosa lista dei debitori insolventi di Mps. Insomma, se risultasse troppo complicato creare una norma ad hoc (quella proposta da Patuelli) da allegare al decreto salva-risparmio che deroghi in casi di salvataggio pubblico al segreto bancario, si potrà raggiungere lo stesso obiettivo attraverso la Commissione bicamerale. Si intuisce anche dal testo della mozione approvata alla Camera, che ha già individuato obiettivi precisi per la Commissione. Non a caso l'Abi ha espresso «soddisfazione per il recepimento in sede parlamentare della proposta del Presidente Patuelli, condivisa unanimemente dal Comitato».

I TEMPI
I dettagli sulla missione della Commissione emergeranno nell'iter parlamentare, saranno frutto della discussione, sia chiaro, ma un traccia degli obiettivi della Commissione bicamerale emergerebbe già dall'indagine conoscitiva sul sistema bancario in via di conclusione presso la Commissione Finanze del Senato. La relazione conclusiva sarà depositata il 17 gennaio per la votazione il 25 gennaio. In tempo per l'ok alla costituzione ufficiale che dovrà arrivare dalla Commissione Finanze del Senato entro il 10 febbraio. Il testo dovrà poi passare al vaglio dell'aula e successivamente di Montecitorio. È l'effetto del via libera di Palazzo Madama alla procedura d'urgenza per i 13 ddl sul tema che, ricorda il presidente della Commissione Mauro Maria Marino, «al Senato sono già incardinati e sono ormai alla fase finale, dopo un anno di lavoro». Entro il 31, Marino proporrà un testo unico l'istituzione di una commissione di carattere generale.

IL DECRETO
Intanto ieri un blitz del gruppo M5S sul decreto salva-risparmio permetterà oggi il voto nell'aula del Senato sui requisiti di necessità e urgenza, non avendo raggiunto l'unanimità nel voto ieri in Commissione Affari Costituzionali del Senato. L'avvio dei lavori oggi coinciderà con l'inizio di un ciclo di audizioni con il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. Ma tra le audizioni in calendario è attesa anche quella della Vigilanza che fa capo alla Bce.
  Ultimo aggiornamento: 15:09

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