La sfida di Antonella Argenti: «Io, alla guida di Villa del Conte, tra i migliori sindaci al mondo»

La sfida di Antonella Argenti: «Io, alla guida di Villa del Conte, tra i migliori sindaci al mondo»
di Simona Verrazzo
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Sabato 3 Aprile 2021, 15:36

Trentadue sindaci, in rappresentanza di ventuno paesi, provenienti da tutti e cinque i continenti: sono questi i numeri della rosa di finalisti per il premio Miglior Sindaco del Mondo, assegnato dalla City Mayors Foundation di Londra, con l'obiettivo di monitorare e promuovere il lavoro sul territorio che svolgono i primi cittadini, che siano di metropoli così come di villaggi.
In questa shortlist sono sette le donne presenti, diverse tra loro per cultura, percorso personale e professionale, e diverse sono le realtà che amministrano. Tra loro spicca l'italiana Antonella Argenti, dal 2019 alla guida di Villa del Conte, paesino di circa 5.600 abitanti in provincia di Padova; lei è anche l'unico sindaco donna dell'Europa arrivata fino alla selezione finale. «Sono sinceramente commossa. Provo euforia al solo pensiero di aver dato un fattivo contributo alla mia comunità, in una fase storica senza precedentiì». Al centro del suo mandato, motivo principale per cui è stata candidati e votata, è la lotta alla solitudine, intesa come assenza di relazioni sociali e di presenza delle istituzioni.
Ben prima dello scoppio della pandemia, Argenti aveva istituito l'assessorato alla Solitudine, affidato all'assessore per il Sociale Graziella Vigri, proprio per stare accanto ai suoi concittadini più fragili, perché e il suo esempio ne è la conferma si può essere soli sia nelle grandi città sia nei piccoli centri.
COVID
Da oltre un anno ormai il suo Comune sta combattendo contro il Coronavirus, tra chiusure e riaperture, poichè Villa del Conte si trova a circa 40 km da Vo' Euganeo, la primissima zona rossa d'Italia messa in lockdown il 21 febbraio 2020 assieme a Codogno nel lodigiano. Rispetto ad allora, adesso c'è la speranza dei vaccini, con Argenti in prima linea nella campagna vaccinale, grazie anche all'esperienza nel settore in qualità di dipendente amministrativa dell'Unità Locale Socio Sanitaria (ULSS).
«Gli ultra 90enni li ho personalmente contattati e consegnato la prenotazione e la documentazione utile spiega la sindaca Per loro, come per altre persone in difficoltà, il trasporto per la vaccinazione è a carico del Comune, appoggiandoci ai volontari Auser». Un esempio virtuoso che le ha permesso di essere l'unica donna sindaco di un piccolo Comune tra le sette arrivate in finale. Con lei nella shortlist, per l'Italia, ci sono anche Giuseppe Sala (Milano, Lombardia) e Aldo D'Achille (San Bellino, Rovigo, Veneto).
Il prestigioso riconoscimento, istituito nel 2004, viene conferito con cadenza biennale, sebbene quest'ultima edizione abbia necessariamente risentito della pandemia da Covid-19, tanto che l'assegnazione è slittata di dodici mesi rispetto a quella in programma nel 2020.
Il criterio è come i sindaci nel mondo, quali avamposto dell'attività politica nelle singole realtà territoriali, abbiano affrontato l'emergenza Coronavirus, distinguendo il loro operato in tre categorie: più forte', più equo' e più verde'. Dal 2006 l'assegnazione del World Mayor Prize avviene su base tematica: nel 2016 il premio era dedicato all'immigrazione in seguito all'ondata di profughi da Siria e Iraq, mentre quello del 2018 era aperto soltanto alle donne sulla scia del movimento #Metoo, poi vinto dall'italiana Valeria Mancinelli (Ancona, Marche).
SIRIA
Come Antonella Argenti, anche le altre sei donne in finale sono un esempio della sempre maggiore presenza femminile in tutti i livelli della politica. Muriel Bowser (Washington DC, Stati Uniti), Claudia Sheinbaum (Città del Messico, Messico), Claudia López (Bogotà, Colombia) e Yvonne Aki-Sawyerr (Freetown, Sierra Leone) e Sally Capp di Melbourne, in Australia. E c'è soltanto un sindaco che proviente da un paese arabo ed è una donna: Leila Mustafa, primo cittadino di Raqqa, in Siria. La sua candidatura, a dieci anni dall'inizio della guerra civile nel suo paese, è un segnale di speranza.
 

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