Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Formula farsa: a Spa vince Verstappen senza aver fatto nemmeno un metro di gara

A Spa tutti dietro la safety car
di Giorgio Ursicino
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Lunedì 30 Agosto 2021, 11:30 - Ultimo aggiornamento: 6 Settembre, 12:41

Un uragano investe Spa, una tempesta travolge la F1. Ieri, nel piovoso Belgio, si è disputato il primo GP senza aver effettuato nemmeno un metro di corsa. I punti, però, in un Mondiale tiratissimo come quello di quest’anno, sono buoni, anche se dimezzati rispetto al normale. In pratica, per non buttare un weekend, e forse per rispettare gli impegni contrattuali, viene premiato il risultato delle qualifiche che, per quanto spettacolari e piene di rischi su un asfalto completamente allagato, non possono valere un GP che non è mai partito. Da regolamento i punti assegnati sono la metà perché sono stati coperti solo due giri, il minimo sindacale per premiare i contendenti. Che siano stati effettuati ad andatura ridottissima, dietro la safety car e quindi con l’assoluto divieto di superare, è un dettaglio che sembra non abbia fatto infuriate neanche gli spettatori costretti a stare l’intera giornata nel fango, sotto una pioggia battente.

C’è da dire che la maggior parte del pubblico era dalla parte di Max Verstappen nativo della vicina Olanda, il driver che ha insidiato più da vicino la Mercedes rossa che aveva il ruolo di vettura di sicurezza. Secondo il giovane Russel con la rinata Williams che deve chiaramente ringraziare le condizioni estreme che hanno esaltato il suo smisurato talento. Sul podio anche il Re Nero, il più infuriato per la gestione della giornata. Per uno considerato il mago della pioggia è dura incassare una sconfitta sul circuito più ambito del Campionato senza aver combattuto nemmeno per un metro. Il povero Lewis non ha potuto incassare neanche il favore che gli avrebbe fatto il suo futuro compagno George poiché le ostilità non si sono mai aperte.

L’Imperatore del Circus non spara mai contro il suo regno e (al contrario di Max che è il giovane in cerca di gloria) ha commentato pacatamente a farsa, facendo però chiaramente capire il suo pensiero: «Non sono importanti i punti. La cosa che mi dispiace di più è tenere tanta gente sotto il diluvio senza fargli vedere neanche un secondo di spettacolo. Ma non si poteva correre, non ci sono mai state le condizioni. Spero solo che vengano rimborsati...». I due ferraristi hanno capitalizzato la sfortuna dei rivali che sono stati retrocessi sullo schieramento, iniziando e concludendo in ottava e decima posizione, un po’ meglio di come si erano qualificati visto che entrambi non sono riusciti ad entrare in Q3. Bottas doveva scontare le 5 posizioni di penalizzazione per il patatrac dell’Ungheria, Norris le 5 per aver dovuto sostituire il cambio dopo aver disintegrato la sua McLaren in qualifica all’Eau Rouge (altrimenti sarebbe stato difficile contendergli la pole), Perez per aver accartocciato la sua Red Bull mentre si andava a schierare.

La gara è stata subito posticipata per impraticabilità del campo. È stato dato un via formale dietro la safety car giusto per aprire l’evento, ma le monoposto sono state subito fermate con la bandiera rossa e richiamate in pit lane (non ai box) dove sono state tutto il pomeriggio sotto il nubifragio. Dopo circa tre ore, con tutti i radar meteo che non davano nemmeno una “finestra” di speranza e l’imbrunire che avanzava sotto un cielo plumbeo e un’atmosfera gonfia di nebbia, si dava inizio al GP più lento ed inutile della storia. Come sono andate le cose lo hanno sintetizzato sia Carlos che Charles, poco interessati alle beghe per il Titolo: «Come si può essere contenti di punti non meritati. La corsa non andava disputata, non c’erano le condizioni». Prole sante. Per il direttore di corsa Masi l’uragano di Spa durerà ancora qualche giorno...».

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