Vertenza Conad, possibile la cassa integrazione in Abruzzo

Vertenza Conad, possibile la cassa integrazione in Abruzzo
di Saverio Occhiuto
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Venerdì 6 Marzo 2020, 10:53

Assieme al dilagare del contagio da Coronavirus in Abruzzo, 135 lavoratori della Hera srl (controllata di Conad Adriatico) distribuiti tra gli ipermercati di Colonnella, Città Sant'Angelo e Ortona, hanno imparato a convivere con un'altra paura: la manifestata intenzione della società di procedere con i licenziamenti, formulata il 28 febbraio scorso. Una vertenza già al centro del tavolo di confronto tra Regione e sindacati ma che nella giornata di ieri è approdata anche in Parlamento, dove il Ministero del Lavoro ha risposto alla interrogazione del deputato di Italia Viva, Camillo D'Alessandro, assumendo una serie di impegni generici. Come quello di accogliere la richiesta di Cassa integrazione per i lavoratori, se mai dovesse arrivare sul tavolo del governo.

Nell'audizione in Commissione Lavoro è stato il sottosegretario Stanislao Di Piazza ad assicurare che il caso è sotto la lente del Dicastero, in stretto contatto con la Regione per seguirne l'evoluzione. Ma nella sua replica D'Alessandro ha posto un'altra questione, ricordando che da tempo il governo nazionale è impegnato ad affrontare la vertenza Conad-Auchan, anche qui con molti lavoratori a rischio: «Voci di stampa – ha detto il parlamentare teatino – parlano di una soluzione che potrebbe passare dallo strumento di una cooperativa di lavoro aperta dagli ex dipendenti Auchan. E allora – ha osservato – mi chiedo perché anche questa vertenza degli iper abruzzesi non debba fare parte dello stesso tavolo nazionale, avendo un ceppo comune, ovvero Conad. Perché – ha insistito il parlamentare - si dovrebbe procedere su due binari diversi?».

Intanto il clima nazionale causato dall'emergenza Coronavirus non aiuta, neanche dal punto di vista logistico. Davide Frigelli, segretario della Fisascat-Cisl Abruzzo Molise, spiega che le assemblee previste tra la giornata di ieri e quella di oggi a Colonnella, Ortona e Città Sant'Angelo, sono saltate per via delle misure straordinarie di sicurezza disposte dal governo: “Adesso confidiamo in quelle economiche, i 3,6 miliardi stanziati, per fronteggiare le molte vertenze aperte, come questa”.

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