Studenti, la grande fuga dall'Abruzzo
«Medicina o Economia, ma non qui»
Il dilemma degli aquilani

Studenti, la grande fuga dall'Abruzzo «Medicina o Economia, ma non qui» Il dilemma degli aquilani
di Davide De Amicis, Marianna Galeota, Francesca Rapposelli
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Giovedì 6 Luglio 2017, 17:09 - Ultimo aggiornamento: 17:10

Che il motivo sia l'ambizione o semplicemente la voglia di cambiare aria poco importa, per gli studenti abruzzesi alle prese con la maturità la scelta dell'Università avviene rigorosamente al di fuori dei confini regionali. Tra i pescaresi, le facoltà di Bologna, Milano e Roma sono le più gettonate. Dati in linea con l'ultima indagine del Censis, nella quale l'ateneo felsineo e la Bocconi del capoluogo lombardo primeggiano tra le scelte delle future matricole. E d'altronde è la stessa ricerca Censis a collocare l'Università D'Annunzio di Chieti e Pescara al penultimo posto tra gli atenei con popolazione studentesca compresa tra i 20 mila e i 40 mila iscritti. Quartultima, nella classifica degli atenei medi (fino a 20 mila iscritti) è risultata L'Aquila, ancora alle prese con i problemi del dopo sisma. È andata molto meglio all'Università degli studi di Teramo, che con 89,6 punti è risultata la seconda maggiormente preferita dagli studenti nella categoria piccoli atenei statali fino a 10 mila iscritti. Insomma, nella scelta dell'università voglia di evadere dalla provincia e carenze degli atenei regionali pesano alla pari. «Vorrei provare a fare Medicina - racconta Cristina D'Aurizio, del Liceo scientifico Da Vinci di Pescara -, anche se in alternativa penso anche a Ingegneria, avendo la Statale di Milano come prima scelta, altrimenti ci sarebbe Roma, ma anche un'università privata come il San Raffaele ancora a Milano». E le università abruzzesi? «Conosco un sacco di ragazzi che studiano qui - risponde -, ma mi hanno detto che la loro esperienza non è molto positiva. Non sono contenti di quello che stanno studiando consigliandomi di andare fuori».

Anche spostandosi al Liceo Classico D'Annunzio, la voglia di fuggire non passa, anzi: «Io vorrei frequentare - racconta Isabella Lopez - Tecnica della riabilitazione psichiatrica a Milano, per cambiare un po' aria. Sono i miei che mi spingono a uscire e poi, anch'io ho voglia di evadere da questa città e da questo ambiente». Insomma, Pescara è troppo piccola per contenere le ambizioni dei suoi giovani: «Io frequenterò - afferma Mattia Acerbo, del Liceo Classico - Lettere e filosofia a Bologna». Perché non Chieti?: «Vorrei spostarmi dall'ambiente provinciale pescarese - confida -, entrando in contatto con ambienti più aperti. E Bologna è un centro culturale più vivo, rispetto al nostro». Se poi, i servizi universitari sono pure carenti, allora non c'è proprio nulla che possa trattenere le future matricole: «Vorrei fare Economia alla Sapienza di Roma - auspica Giulia Arista, dell'Istituto tecnico industriale Emilio Alessandrini di Montesilvano». E la facoltà di Pescara: «Me l'hanno sconsigliata un po' tutti tra professori e quanti già ci studiano - replica imbarazzata -. Alla Sapienza avrò senz'altro maggiori opportunità». Anche all'Istituto tecnico Acerbo, la facoltà di Economia è la più ambita, ma ovviamente fuori: «Io vorrei iscrivermi a Milano - dice Ottavio Zappacosta -, perché questa città è la capitale italiana dell'economia. Qui il livello non è alto».

QUI TERAMO La scrittura esercita ancora fascino tra gli studenti teramani. Da grande Paolo Garrubba vuole fare il giornalista e la notte prima degli esami l'ha trascorsa senza estremi sussulti anche se «non ce la facevo più ad aspettare» rimugina ora sui gradoni di Piazza Dante ricordando la prova appena conclusa. Dopo aver discusso la tesina che l'ha impegnato per 15 minuti la commissione si è concentrata sul programma: «Ho portato Leopardi, che non considero lo sfigatello di Recanati, come ad alcuni può apparire, ma uno che ama la vita troppo». La prova è andata bene e l'11 si avranno risultati ricorda il ragazzo, camicia bianca e taglio alla marines, ma il suo futuro lo amerebbe incrociare per vie poco lastricate del giornalismo: «Un lavoro che ti permette di aggiornarti quotidianamente». Dice di voler passare attraverso le forche caudine di giurisprudenza per giungere a competere poi con i suoi preferiti: «Cioè Scalfari, Giannini, Rampini».

QUI CHIETI I maturandi del 2017 nel Chietino hanno le idee chiarissime. Antonio Di Nunzio, fresco di esame al liceo scientifico Masci, racconta di aver deciso la sua strada 3 anni fa: «Voglio fare matematica: a fine agosto c'è il test alla Normale di Pisa, se dovesse andar male mi orienterò sulla Statale». La passione per la matematica lo guida da tempo, tanto che, a maggio, è stato l'unico studente della provincia alle finali nazionali delle Olimpiadi della matematica dove ha conquistato la medaglia di bronzo. Percorso già tracciato anche per Mariachiara Quintiliani, che in autunno frequenterà Giurisprudenza all'università Bocconi di Milano. «Ho fatto il test di accesso a febbraio - racconta - quindi ho affrontato l'esame di maturità con poche ansie». Fino all'inizio dell'anno scolastico le sarebbe piaciuto dedicarsi al cinema, «ma non ero convinta, perché è una strada difficile». Poi, a novembre, da rappresentante d'istituto dello scientifico, ha capitanato una lunga protesta per la sicurezza della scuola. «A quel punto - spiega - ho capito cosa mi sarebbe piaciuto fare. Ma non sarò un avvocato - puntualizza - vorrei lavorare come ambasciatrice o nell'ambito dei diritti umani». La stessa determinazione del compagno di classe Federico Trivellone, che a febbraio ha ottenuto un posto al Politecnico di Torino, dove frequenterà Ingegneria meccanica. «Mi piacerebbe lavorare con i motori o nel settore della difesa», racconta in attesa delle vacanze. Francesca Traini trascorrerà l'estate a studiare per conquistarsi un posto nella facoltà di Medicina dell'università di Bologna. «Ho sempre avuto questa idea - racconta - poi crescendo ho visto che ero portata per quelle materie ed è stata solo una conferma». Per lei qualche giorno di riposo prima di rimettersi sui libri, già questo fine settimana. «Mi piacerebbe lavorare in ambito pediatrico», confida. Anche Ersilia D'Alessandro, della VA del Masci, è orientata su Medicina: «Vorrei fare il cardiochirurgo», racconta. Alessio Capuzzi ha appena terminato l'istituto tecnico di Guardiagrele e vuole formarsi seguendo la sua passione per lo sport: «Farò Scienze motorie all'università dell'Aquila, perché voglio andare a vivere da solo e fuori dal mio paese. In più voglio avvantaggiarmi per l'ingresso nel mondo del lavoro, in cui mi sono già affacciato, con l'insegnamento dell'attività fisica». Ancora qualche indecisione per Matteo Di Prinzio, del liceo scientifico Galilei di Lanciano, che è indeciso tra Medicina e Odontoriatria: «Il campo medico mi è sempre piaciuto», spiega.

IL CASO L'AQUILA - Alcuni di loro hanno scelto di andare via dalla città per studiare e tornare, un giorno, con le competenze professionali che gli permetteranno di ricostruirla al meglio. Altri, invece, proprio non riescono a separarsene, e allora hanno deciso di restare a studiare nel capoluogo nonostante le difficoltà della ricostruzione materiale e sociale. Sono i maturandi aquilani, impegnati nella prova orale dell’esame di Stato. Entrano in aula con lo sguardo fisso, i volti tirati, le mani intrecciate in morse serrate. Ne escono stanchi, ma vittoriosi, leggeri verso il futuro che li attende. Andrà alla Normale di Pisa a studiare Lettere classiche, Mario Mascioletti, maturando del Liceo Classico, che è arrivato all’esame con 10 in tutte le materie. Ha il volto rilassato di chi ha concluso al meglio la prova. «Mi piacerebbe studiare alla Normale di Pisa, anche se amo molto la mia città, soprattutto dopo averla persa. Tornerò sicuramente qui dopo la laurea. Mi piacerebbe un giorno insegnare all’Università perché è un lavoro che permette libertà per curare i propri studi e le proprie ricerche».

Frequenterà Architettura a Roma 3, invece, Andrea Di Paolo studente del Liceo di Scienze Umane economico sociali, per poi tornare nel capoluogo e dare una mano per la ricostruzione, «sperando che non ce ne sia bisogno quando tornerò perché tutto sarà già ricostruito. Sogno un futuro sereno per la mia città. Ci sono molto legato», afferma. «Mi auguro che L’Aquila riparta presto. Per noi giovani mancano ancora luoghi di ritrovo, ma anche certezze, soprattutto lavorative». Resterà invece all’Aquila, Lorenzo Miconi, studente dell’Istituto per geometri, che ha aperto un suo studio per poter lavorare alla ricostruzione. «Lavorerò con un’ impresa nei cantieri - afferma - Credo nella ricostruzione della città e voglio dare il mio apporto al meglio delle mie possibilità». Studierà veterinaria a Teramo, Angelo Beccia, dell’Istituto professionale per l’agricoltura. «Vorrei aprire uno studio qui e restare dove sono nato e vissuto. Amo troppo la mia città per poter andare via». «Andrò via perché qui non ho sbocchi nel mio settore - spiega Erica Manca studentessa del Liceo Artistico - Vorrei studiare design al Politecnico di Torino. Mi piacerebbe restare fuori, ma solo per questioni di possibilità. Sarà un sacrificio andare via, ma vivere fuori sarà una bella esperienza». Nel suo futuro, Giampiero Tinari del Liceo Scientifico vede invece la facoltà di Giurisprudenza a Teramo. «Vorrei tornare qui dopo la laurea - dice - Qui sono cresciuto. I giovani dovrebbero rimanere perché siamo il motore di questa città». 

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