Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Sesso nel confessionale del convento: le suore ancora sotto choc

Sesso nel confessionale del convento: le suore ancora sotto choc
di Federica Farda
3 Minuti di Lettura
Sabato 4 Giugno 2022, 08:44 - Ultimo aggiornamento: 09:59

Una Notte Bianca si trasforma in bianco per otto monache di clausura dell'Aquila. Anzi più notti visto che da quella tra il Primo e il 2 giugno non dormono più. Prima il rumore dell'ascensore, attivato come una giostra, il tentativo di entrare in una camera con la speranza di non trovarla occupata da una religiosa ultranovantenne, l'arrivo dei carabinieri conclusosi con la finta rassicurazione «forse avevate chiuso male», e poi, mentre pregavano, di nuovo una visita con l'atto sacrilego di far sesso compiuto dentro il confessionale.

«Non riusciamo più a riacquistare la nostra tranquillità- confidano suor Rena Cordoba e suor Joan Ribo, le più giovani eredi di Celestino V nell'unico monastero aquilano e tra i cinque al mondo che fanno capo all'Ordine-, siamo scosse, riviviamo l'immagine della coppia nuda e il ragazzo che alza le mani in segno di scusa». Le due monache, di origine filippina, sono soprattutto scandalizzate dalla violazione della loro privacy, per di più in piena notte e in pieno centro storico. «Capiamo l'esigenza di divertirsi- dicono impaurite- ma tutto ha un limite nel rispettare la proprietà e nel non arrecare danno altrui».


Già, perché oltre alle effrazioni alle porte, sia autori che vittime, soprattutto anziane con ultra novantenni e inferme, potevano rimanere coinvolti in altri inconvenienti peggiori causati dallo spavento e dall'oscurità. La chiesa profanata, con ingresso sull'angolo buio in fondo a destra di piazza San Basilio, è tuttora oggetto di cantiere: a terra ci sono aste metalliche per il riposizionamento dell'altare. E se qualcuno inciampava? Se lo domandano le suore che si interrogano sul destino della società.

«Non ci sentiamo di colpevolizzare in toto i ragazzi che, comunque sono il futuro, - afferma la madre badessa Margherita Saltarelli - quanto le famiglie. Simili gesti sono dovuti al fatto che a monte non sono stati posti dei paletti: viviamo in un mondo dove tutto è possibile». La quiete del monastero più antico della città, ha appena festeggiato i 700 anni di vita, dall'altro ieri è scombussolata anche dalle attestazioni di affetto delle istituzioni e dei fedeli. Alle visite dei carabinieri per le indagini, ripetute più volte, si sono susseguite quelle del sindaco Biondi, dell'onorevole Pezzopane, telefonate di privati cittadini che desiderano sincerarsi sulla salute delle suore dopo lo spavento. Ieri, di prima mattina, suor Margherita, ha ricevuto una chiamata di solidarietà dal nunzio apostolico, monsignor Orlando Antonini. Nell'offrire il caffè a Pierluigi Biondi, la superiora ha richiesto il permesso per poter installare una telecamera e un faro.

Entro la prossima settimana arriverà e vigilerà su piazza San Basilio, soprattutto il giovedì e il sabato notte, quando si anima come una grande discoteca all'aperto. Divertimento sì per i giovani ma lontano dalle abitazioni è quanto espresso dall'altro candidato sindaco Stefania Pezzopane per cui «la notte bianca, se proprio doveva esserci, poteva svolgersi con maggiore sorveglianza». La chiesa, il confessionale e l'ascensore profanato, tutti in attesa di inaugurazione, saranno riconsacrati il prossimo 11 luglio, solennità di San Benedetto, data messa in agenda dalle monache per la riconsegna al culto dell'intera struttura dopo i restauri post sisma.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA