Paolo Sorrentino a Roccaraso per girare l'ultimo film: in paese morirono i suoi genitori

Paolo Sorrentino a Roccaraso per girare l'ultimo film
3 Minuti di Lettura
Giovedì 5 Novembre 2020, 13:03 - Ultimo aggiornamento: 15:56

Il premio Oscar, Paolo Sorrentino a Roccaraso per girare il suo ultimo film “E' stata la mano di Dio”. Scene nel cuore dell'Abruzzo dove, anni fa, il 5 aprile 1987, hanno perso la vita i suoi genitori a causa del monossido di carbonio sprigionato da un stufa difettosa nella casa in montagna. Il regista, che seguiva sempre i genitori, si salvò solo perché aveva avuto il permesso di andare, a 16 anni, a vedere una partita del Napoli in trasferta. Il regista ha sempre detto che a salvargli la vita fu Maradona e la sua passione per il Napoli. Ma prima di partire per Empoli (la gara era Empoli-Napoli) suonò il portire e da Roccaraso arrivò la terribile notizia della morte nel sonno dei suoi genitori.

A dare notizia dell'arrivo del regista de “La grande Bellezza” è stato il sindaco di Roccaraco, Francesco Di Donato con un post sul suo profilo facebook.

«Gli angoli più belli di Roccaraso sono stati immortalati in questi giorni dal premio Oscar, Paolo Sorrentino, che ha appena concluso le riprese del suo nuovo film. Una pellicola che dedicherà ampio spazio anche a Roccaraso. Ieri ho incontrato Sorrentino e l’ho ringraziato per aver scelto il nostro paese anche per questo film. Una pellicola che arriva dopo lo spot pubblicitario che Sorrentino ha girato lo scorso anno all’Aremogna. Dopo Zalone e Siani, ora arriva anche il film di un’altra grande firma del nostro cinema che da sempre è legata a Roccaraso. Negli ultimi anni quest’accelerazione di produzioni cinematografiche sta aiutando il nostro Comune ad entrare nelle case di milioni di italiani. Ne beneficerà il nostro turismo che, mai come quest’anno, ha bisogno di mezzi e di sostegno per trasmettere un messaggio di tranquillità e di sicurezza. Appena sarà possibile inviteremo Sorrentino a Roccaraso in una cerimonia pubblica e, speriamo, partecipata. Per ora lo ringrazio a nome di tutta la nostra comunità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA