Parte per lo spazio il satellite Prisma, a bordo tecnologia abruzzese

Domenica 10 Marzo 2019 di Monica Di Pillo
Batte un cuore abruzzese nell’occhio che sorveglierà la terra. Sarà lanciato la notte tra giovedì e venerdì prossimi dalla base spaziale europea di Kourou, nella Guyana Francese, il satellite Prisma (PRecursore IperSpettrale della Missione Applicativa), dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Dalla sua orbita, a circa 620 chilometri di quota, Prisma guarderà la Terra su scala globale con occhi diversi, essendo dotato di una innovativa strumentazione elettro-ottica in parte abruzzese. Il satellite italiano osserverà il pianeta con lo strumento iperspettrale operativo più potente al mondo, realizzato da Leonardo. Le principali applicazioni di Prisma sono il monitoraggio dei cambiamenti ambientali a livello globale, il supporto alla gestione delle risorse naturali, il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, terrestre e marittimo, l’agricoltura e la verifica dello stato di salute di suoli e piantagioni, l’individuazione delle aree boschive più secche e a rischio incendio, il monitoraggio delle aree edificate, dei beni culturali e delle risorse idriche, sia dal punto visita della disponibilità che della qualità dell’acqua, e la gestione delle calamità naturali, sia in termini di prevenzione che di valutazione dei danni.

Prisma è un progetto italiano che rappresenta un’eccellenza a livello globale. L’innovativo satellite è stato realizzato da un Rti, Raggruppamento Temporaneo di Imprese, guidato da OHB Italia, che ha costruito il satellite ed è responsabile della missione, e Leonardo, che ha realizzato l’innovativa strumentazione elettro-ottica iperspettrale che rappresenta il cuore del programma. Alla costruzione del satellite hanno contribuito Piemonte, Lombardia, Toscana, Abruzzo e Lazio. La nostra regione è tra i principali attori del progetto, perché parlano abruzzese i trattamenti delle lenti dell’iper-telecamera di Prisma, strumentazione pioniera per l’osservazione della Terra, visto che comprende, oltre a una fotocamera a colori con risoluzione spaziale di 5 metri, uno strumento iperspettrale che sarà il più potente al mondo in orbita.

«Lo strumento iperspettrale di Prisma - spiega Marco Molina, Responsabile Ricerca e Sviluppo Spazio di Leonardo - è unico al mondo, un orgoglio per l'Italia e un vanto per Leonardo. Tra i molti elementi di innovazione tecnologica, vanno ricordati i trattamenti ottici delle lenti e degli specchi, realizzati da Leonardo a Carsoli. Questi trattamenti ottici contribuiranno a riprendere immagini di una nitidezza mai vista prima, riconoscendo al tempo stesso la composizione chimica esatta della scena ripresa dallo Spazio». La tecnologia iperspettrale permette di vedere cose che l’occhio umano non riesce a riconoscere: non solo la forma degli oggetti ma anche la loro composizione chimica e fisica. Prisma sarà in grado di acquisire e analizzare questa firma viaggiando a 27 mila km all’ora a un’altezza di 620 km dalla Terra.

Un ruolo fondamentale per Prisma avrà poi, dopo il lancio dalla Guyana, il Centro spaziale del Fucino di Telespazio, società controllata da Leonardo. «Il Centro Spaziale del Fucino di Telespazio - conferma il responsabile Gianni Riccobono - è il più grande teleporto al mondo per usi civili. Da qui ci prenderemo cura del satellite Prisma dopo il lancio dalla Guyana. Una volta che sarà rilasciato dal razzo Vega, lo porteremo nella giusta orbita e gestiremo i test in orbita dei sottosistemi e dello strumento iperspettrale, in modo che i preziosi dati di questa missione rivoluzionaria possano essere messi a disposizione della comunità scientifica».

Il più grande teleporto al mondo per usi civili ospita infatti il centro di controllo della missione e dalle sue sale saranno gestiti il LEOP (Launch and Early Orbit Phase), la delicata fase che va dal momento della separazione del satellite dal razzo vettore fino al raggiungimento della posizione orbitale finale, e le attività di test in orbita. Anche il sito aquilano di Thales Alenia Space (joint venture tra Leonardo e Thales) ha contribuito alla missione Prisma. Qui sono infatti state assemblate le schede elettroniche del sistema di trasmissione dei dati a bordo del satellite. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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