“Papillon” condannato in Trentino, in Abruzzo cinquanta orsi pronti a fargli compagnia

Sabato 27 Luglio 2019 di Sonia Paglia
In Trentino si discute sul futuro dell’ orso M49 Papillon, giudicato responsabile dei danni in vari allevamenti, ma l’Abruzzo, abituato a convivere con tali situazioni, vorrebbe accoglierlo, per salvarlo dal suo destino, alquanto compromesso. Per il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, non è opportuno che un orso trentino, venga trasferito in Abruzzo, dove questa specie non esiste in natura, perché potrebbe mettere a rischio la già rara popolazione di orso marsicano, presente in un numero limitato di esemplari.

In effetti, l’orso bruno marsicano è una specie a rischio di estinzione. E’ considerata prioritaria ai sensi della Direttiva habitat, ed inserita nell’appendice della Convenzione di Washington- Cites. All’interno del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, si stima una popolazione di circa 50 individui. Ogni anno, in media si riproducono 3-4 femmine. Tra le cause del decesso, avvelenamento o uccisione con arma da fuoco, cause sanitarie, incidenti stradali e cause naturali.

Nell’area protetta, non si sarebbe mai registrata un’aggressione all’uomo, da parte del plantigrado. Tuttavia, la presenza di cuccioli, potrebbe alimentare l’istinto di difesa, tipico degli animali selvatici, e quindi, determinare una situazione pericolosa. In risposta ai vari quesiti riportati sul sito istituzionale, l’ente Pnalm, evidenzia che l’inserimento di nuovo orsi, nella popolazione derivanti da altre aree geografiche, comporterebbe una perdita di queste unicità evolutive. Qualcuno però aveva proposto una preventiva sterilizzazione di M49, in mondo tale da evitare l’ inquinamento genetico della superstite popolazione marsicana, unica al mondo, in caso di evasione dall’area abruzzese, come accaduto nel Centro faunistico del Casteller, in Provincia di Trento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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