CORONAVIRUS

Coronavirus, lavoro in Abruzzo: il report dell'ex ministro Damiano

Sabato 31 Ottobre 2020 di Saverio Occhiuto
Coronavirus, lavoro in Abruzzo: il report dell'ex ministro Damiano

Il vaccino per la salvaguardia del reddito e dei posti di lavoro arriva da qui. E più corre la pandemia, più corre la Cassa integrazione. Con numeri da capogiro anche in Abruzzo per quel che riguarda i primi nove mesi del 2020, l'anno horribilis con cui continuiamo a fare i conti. Un nuovo report diffuso da Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, fotografa l'andamento della Cig tra gennaio e settembre sia a livello nazionale che regionale, con la frenata registrata nel periodo post Lockdown (aprile-maggio) rispetto ai primi tre mesi dell'anno. Un rallentamento sul monte ore complessivo della Cassa integrazione a cui hanno fatto ricorso le aziende ma che non ha tuttavia coinciso con un ritorno alla “normalità”. Anzi, nello studio si mette in guardia su quel che potrebbe accadere in caso di nuovi stop, anche parziali, alla mobilità e alle attività economiche.

Azzardando una proiezione di fine anno, si segnala che le ore autorizzate di Cig potrebbero raggiungere la cifra record di 4 miliardi, tetto mai raggiunto prima d'oggi. Inoltre si ricorda che le nuove disposizioni anti-Covid hanno modificato il quadro normativo e di conseguenza anche il riferimento statistico sul periodo 2019-2020. Questo perché nel totale della Cig vengono adesso comprese tutte le ore autorizzate, sia quelle da regime ordinario: Cigo, Cigs, Cigd, che quelle derivanti dal Fondo di solidarietà (Fis). L'Abruzzo non fa eccezione visto che nel mese di settembre le ore di Cassa integrazione guadagni hanno continuato la loro impennata verso l'alto, con un significativo +1.725,97 in termini percentuali. In un solo anno si è infatti passati da 3.488 a 63.692 ore di Cig+Fia.

L'andamento della Cig ordinaria, al netto del Fondo di solidarietà, ha tuttavia registrato numeri e percentuali diverse nelle quattro province: a L'Aquila +1.963,73%, Chieti: +1,611,97%, Pescara +2.254,47%, Teramo: +802,32%. Una riduzione, anche se in misura ridotta, si segnala sulle richieste di Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs), soprattutto per effetto della sospensione temporale dei decreti con carico dei lavoratori interessati sulla Cigo e sulla Cigd per Covid-19. Anche qui vengono però segnalate significative variazioni nelle quattro province: L'Aquila (+84,90%), Chieti (+388,06%), Pescara (+100%), Teramo (-57,11%), mentre complessivamente nei primi 9 mesi dell'anno la Cigs ha fatto registrare a livello regionale un +55,37% rispetto al 2019. La Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd) ha invece fatto registrare in Abruzzo un aumento del +30.134,18% nello stesso periodo di riferimento 2019-2020, superiore anche ai livelli del 2012. Ecco l'andamento nelle quattro province registrato nei primi nove mesi dell'anno: L'Aquila (+445.566,92%), Chieti (+15.518,36%), Pescara (+100%), Teramo (+15.623,02%).

Quanto alle ore di Cassa integrazione guadagni coperte dal Fondo di solidarietà (Fis), nei primi nove mesi del 2020 l'aumento è stato del +11.014,58% rispetto al 2019, per complessive 14.802.836 ore. Sempre in Abruzzo sono state 38 le aziende con sede direzionale nella regione che hanno fatto ricorso alla Cigs durante i primi nove mesi dell'anno (+137,50%), per oltre 420 siti aziendali presenti sul territorio. In riduzione i ricorsi per “Crisi aziendali” (-50%), un altro ammortizzatore sociale che rappresenta il 5,26% del totale dei decreti. Crescono invece i “Contratti di solidarietà”, complessivamente 22 (più della metà di tutti i decreti di Cigs concessi), con un aumento percentuale del 100% nel periodo in esame. Anche le “Cessazioni di attività” registrano un aumento del 100% con 3 aziende (il 7,89% del totale). Stesso dato per le “Amministrazioni straordinarie con prosecuzione d'Impresa”, in crescita del 100% in questi primi nove mesi segnati dalla pandemia: sono 4 in tutta la regione e rappresentano il 10% del totale dei decreti relativi alla Cig. Un quadro ancora più chiaro sul peso che l'emergenza sanitaria ha avuto sull'economia del territorio è dato dal numero dei lavoratori (ben 40.000) che hanno interrotto l'attività produttiva per effetto della Cassa integrazione guadagni, di cui oltre 1.700 in Cigs, 6.900 in Cigo e oltre 9.400 beneficiari dei Fondi di solidarietà.

I lavoratori parzialmente tutelati dalla Cig nei primi 9 mesi dell'anno hanno visto sparire complessivamente dal loro reddito 216milioni di euro, al netto delle tasse, mentre ogni singolo lavoratore in Cig a zero ore ha visto volatilizzarsi dalla propria busta paga oltre 5.300 euro, anche qui al netto delle tasse. Un dato che, pesando sui consumi interni, contribuisce inevitabilmente a deprimere l'economia abruzzese, sempre più segnata dall'incertezza sul futuro e, conseguente, dalla propensione al risparmio. Nel report si precisa che i calcoli si basano sui dati Inps relativi alle ore “autorizzate”. Altra cosa è il cosiddetto “tiraggio”, vale a dire il consumo reale delle ore. L'ultimo dato a disposizione fornito dall'Inps, relativo al mese di luglio, era del 40,8%,

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